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Le migliori uscite discografiche della settimana | 26 giugno

Settimana di importanti uscite discografiche. In questo numero vi parliamo di Arca, del ritorno delle Haim, dei Khruangbin, Nadine Shah e Pottery. Infine prestate ascolto all’esordio solista di Cristiano Godano. Buona lettura e buon ascolto. 

10:45:07  – 26/06/2020



ARCA – KiCk i
(glitch, synth pop)

Non parliamo più di “fenomeno Arca” ma di vera certezza. Un pop sperimentale scandito da suoni persistenti che esplodono talvolta in distorsioni, ci regalano un disco interessante e ben centrato. Se in passato Arca ha analizzato i tanti disagi di essere ciò che è, oggi la giocosità dei suoi testi – a tratti bizzarri e sospesi tra l’inglese e lo spagnolo- sono lo specchio della maturità raggiunta dall’artista. Le canzoni sono stati di evoluzione che riflettono sulla personalità di un artista dotato di estrema sensibilità. Un cyber pop venuto da lontano che canta normalità e attualità con grande stile e spiccata originalità. 


HAIM – WOMEN IN MUSIC PT III
(indie-pop)

Il terzo album in carriera è sempre quello più atteso. Se nei precedenti lavori le tre ragazze avevano dimostrato di sapersi destreggiare dignitosamente nel mondo indie, questo nuovo disco è un tassello chiave della loro carriera. Women In Music Pt. III cattura la sensazione di cosa significhi vivere nella nostra realtà attuale. È un disco vibrante che mostrerà a tutti  il potenziale compositivo delle Haim. Women in Music pt III è una nitida fotografia di una generazione, tra speranze, riflessioni, sensibilità e nuove prospettive.  


KHRUANGBIN – MORDECHAI
(psych pop)

Khruangbin sono diventati in poco tempo una delle migliori realtà del panorama musicale odierno. In un momento di grande difficoltà creativa nella scena indie – pop e in quella indie-rock , la band si è elevata a portabandiera di novità. Se in passato gli esperimenti sonori erano il marchio di fabbrica, in Mordechai, la band  ha scelto di introdurre la voce in maniera preponderante. È una mossa che cambia la dinamica sonora ma senza stravolgere quel delicato equilibrio compositivo della band. Gli esperimenti sonori rimangono, e tra psych, funk, riverberi e soul, questo è il disco che dimostra la crescita esponenziale di questa band. Consigliatissimo. 


POTTERY – WELCOME TO BOBBY’S MOTEL 
(art rock)

Esordio per il quintetto canadese già famoso per aver sostenuto Viagra Boys, Parquet Courts e Thee Oh Sees in tour. La band debutta con un disco molto interessante, energico e denso di vibranti ritmi. Undici canzoni che ricordano perfettamente  il suono dei maestri Talking Heads. Il disco a tratti è poco lineare e risulta disordinato, ma in sostanza va anche bene così. Un buon esordio. 


NADINE SHAH – KITCHEN SINK
(experimental pop)

Il quarto lavoro di Nadine Shah è il più complesso e biografico della sua carriera. Undici brani spalmati in 46 minuti dove viene raccontato minuziosamente un disagio di una generazione tra ansie e paure scaturite dal vortice di un sistema (quello musicale) troppo esigente. Gli esperimenti sonori non mancano ma il disco non convince del tutto. Il forte handicap è una latente propensione dell’artista a scrivere canzoni dotate di strutture molto cicliche e ripetitive che alla lunga tendono ad annoiare. 


CRISTIANO GODANO – MI ERO PERSO IL CUORE
(folk – rock)

Esordio solista per lo storico frontman dei Marlene Kuntz, Cristiano Godano. L’album si stacca dalle sonorità rock noise della sua band e sterza verso lidi più introspettivi, acustici e tranquilli. Un viaggio sonoro che suona come una prima autoanalisi di una carriera. Un crocevia importante che fa i conti con l’incessare del tempo, tra bilanci, propositi e sogni di mezza età.  


 

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