Le migliori uscite discografiche della settimana| 18 giugno

Settimana di uscite discografiche all’insegna dei Kings of Convenience e dell’ottimo post-punk dei Whispering Sons. A seguire abbiamo ascoltato il celebrale Nova Naturo della giapponese Haco, l’alternative rock targato Max Bloom e l’EP dei milanesi Caveleon.

13:36:44  – 18/06/2021

a cura di Giovanni Aragona



KINGS OF CONVENIENCE – PEACE OR LOVE 
(folk-pop)

Dodici anni. Una sorta di eternità per una band capace di partorire tre album in altrettanto tre anni, giunta oggi al quinto album in carriera.  Vent’anni dopo il loro album di debutto, Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe hanno raggiunto una corposa saggezza ma l’oscurità dei loro testi continua a trincerare la band nel pessimismo cosmico scaturito dall’amore e dalla farraginosità dei sentimenti.

In questo cronico tumulto emotivo, i Kings of Convenience mantengono saldamente il polso della situazione, non solo cesellando un ricco ventaglio di buone canzoni supportate da un idioma ironico e sarcastico, ma confezionando un album di sano folk pop basato interamente dai suoni a delle chitarre acustiche. Tra folk-pop e scorribande di saudade bossa nova, il suono è omogeneo e le canzoni risultano robuste e pregne di chiarezza narrativa. Non mancano le note strappalacrime e i corroboranti ritornelli pop talvolta ridondanti, ma nel complesso è un piacevole ritorno. Per sentimentalisti e innamorati è il disco dell’estate. 


WHISPERING SONS – SEVERAL OTHERS 
(post-punk)

“Several Others” segna la prima uscita integrale dei Whispering Sons dal loro debutto nel 2018 “Image”, che li ha visti raccogliere presto il supporto della stampa e della radio, oltre a contare milioni di stream per la loro miscela oscura e unica di post-sperimentale e frenetico punk. Abbiamo avuto modo di ammirarli all’interno dell’ultima edizione pre-Covid di Ypsigrock 2019 e la sensazione fu più che positiva.  

Several Others è un lavoro robusto fatto di post punk sperimentale d’avanguardia ma ciò che rende davvero unico il suono è la voce oscura ed accattivante del frontman.Dieci brani spalmati in 38 minuti tra ritmi e melodie chitarristiche che spaziano dal serio e rassicurante al freddo, claustrofobico e inquietante.Una varietà sonora importante e una meravigliosa traccia intitolata Satanango oscura e sorretta da un ronzio estenuante che costruisce un finale epico rassomigliante ad un finale di una pellicola snuff movie anni ’70. In una pletora infinita di musicisti post-punk, il quintetto belga spicca per personalità e carattere. Bravi. 


HACO – NOVA NATURO 
(experimental, ambient)

Da quando ha fondato il supergruppo After Dinner, l’artista giapponese è stata una delle figure di spicco nel campo della musica sperimentale in Asia. Oggi torna con un lavoro solista ben caratterizzato da una forte personalità e da una decisa matrice sonora che punta alla sperimentazione fino agli esteri. Nova Natura analizza il difficoltoso tema della rinascita come medium per intelaiare trame sonore accompagnate da una massiccia pletora di ospiti.

Dai rapidi assaggi di chitarra, ai breakbeat svolazzanti alla Folktronica  sincopata e costruita da droni, rumori e superficie ambientali, quest’artista è capace di reinventarsi nel giro di una battuta sonora. Una lunga e piacevole scorribanda sonora all’interno dei processi mentali di una raffinata compositrice. 


MAX BLOOM – PEDESTRIAN
(indie-rock, brit-pop)

Max Bloom è tornato con il suo secondo album da solista, ‘Pedestrian’. L’album si dispiega come una passeggiata urbana sotto la pioggia, combinando una leggerezza ambientale e una rilassante prospettiva compositiva. Pedestrian è un buonissimo disco pieno di inflessioni britpop con chitarre distorte e synth scintillanti e una vasta profondità di ballate indie rock vecchia scuola. 

I fan della precedente uscita dell’artista come parte del gruppo Yuck apprezzeranno il suo ritorno, e senza dubbio questa nuova raccolta di ninne nanne lisergiche e melanconiche piaceranno. Avendo registrato personalmente tutti gli strumenti dell’album, ‘Pedestrian’ segna qualcosa che è interamente suo, e il risultato finale è decisamente gradevole. 


Un progetto italiano che ci è piaciuto particolarmente e di cui, siam certi, sentirete presto parlare. Si chiamano Caveleon sono di Milano e Leo Einaudi, Federico Cerati, Giulia Vallisari, Agostino Ghetti, sono i musicisti dietro l’accattivante moniker. Esce oggi “Sometimes I’m Still”,il nuovo EP dei milanesi CAVELEON, e seconda parte del nuovo disco della band. Per ogni release viene affrontato ed esplorato un tema diverso, che troverà il suo reale significato solamente nel momento in cui verrà accompagnato dalle altre. Lo stesso vale per il titolo, che andrà componendosi lentamente dopo ogni uscita, fino a essere svelato.

Interessanti,coraggiosi e con tanta personalità questi ragazzi, in soli tre brani, danno subito la sensazione di essersi immersi nel contesto di una scaletta live. Questa band non è solo composta da validissimi session-men da studio, ma da sopraffini artigiani del suono. Crescita e maturità artistica, unicità di stile in un EP che straborda personalità. La strada può essere ancora perfezionata e noi siamo certi che non deluderanno le attese. 


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