24/06/2024
Grand Prix è il quinto album in studio degli scozzesi Teenage Fanclub, pubblicato nel 1995 da Creation e Geffen Records.

Grand Prix è il quinto album in studio degli scozzesi Teenage Fanclub, pubblicato nel 1995 da Creation e Geffen Records.

10:48:23  – 29/05/2020


Teenage Fanclub e la scelta di campo

Sciamani e griot. Chi fa musica, dai tempi in cui gli uomini percuotevano le ossa degli animali che mangiavano, può essere racchiuso in queste due categorie. Quelli che parlano con Dio, che inventano nuovi linguaggi e aprono le porte della conoscenza da un lato e dall’altro i cantastorie, che parlano agli uomini e degli uomini, vagando di villaggio in villaggio alla ricerca di nuovi miti e leggende da aggiungere al loro repertorio.

Nessun dubbio sulla categoria di appartenenza degli scozzesi Teenage Fanclub, figli di una terra dalla tradizione musicale millenaria e degni alfieri di una scuola pop (insieme a Pastels, Jesus & Mary Chain, Primal Scream, Vaselines, etc.) rinomata e amata da gente come Kurt Cobain e Thurston Moore. Il loro contributo alla storia della musica è pressoché irrilevante. Il loro contributo alle storie delle persone che hanno scelto di farsi accompagnare dalle loro canzoni è incommensurabile.

Hic manebimus optime

Il loro percorso musicale è facile da descrivere. Dopo i primi 2 dischi più rumorosi e influenzati dalla contemporaneità, i glasvegiani trovano la loro comfort zone nel suono squillante delle Rickenbacker e nelle armonie vocali al miele. Tutto guidato da una Grande Stella e dal nume tutelare Alex Chilton (che li riconoscerà come figli suonando e cantando con loro).

Da lì non si sono più mossi, mantenendo nel tempo una coerenza stilistica e una qualità del songwriting invidiabili. Grand Prix esce il 29 maggio del 1995, dopo Bandwagonesque del 1991 e Thirteen del 1993, la trilogia ideale per chi da neofita volesse approcciarsi con le sonorità dei Fannies.

Same old story

Grand Prix è un disco di canzoni, ne contiene alcune delle loro più memorabili e rispetta in pieno una delle peculiarità della band, l’avere tre compositori/cantanti dello stesso eccelso livello. Infatti 5 canzoni sono di Norman Blake, 4 a testa sono appannaggio di Raymond McGinley e Gerard Love (Paul Quinn fa il suo alla batteria).

L’approccio giocoso alla musica è confermato dal finto omaggio di Neil Jung e dalla tautologica Hardcore/Ballad, che è appunto hardcore per i primi 25 secondi e ballata per il restante minuto e mezzo. Per il resto c’è tutto quello che ci si aspetta che ci sia, i numeri pop irresistibili (About You, Sparky’s Dream, Don’t Look Back) e le ballatone strappacuore (Mellow Doubt, Tears, Say No).

Grand Prix espressione di chi pur crescendo riesce a conservare dentro di sé la sana adolescenza. E di chi non vede l’ora che questo periodo orribile finisca, che ricominci la stagione dei concerti per piazzarsi sotto il palco e cantare le canzoni dei Teenage Fanclub a squarciagola.

Gabriele Marramà 

LEGGI ANCHE ——-> Pj Harvey e ‘Rid of Me’: il peccato originale lungo 27 anni

LEGGI ANCHE ——-> I Radiohead e ‘OK Computer’: il sentimento del nostro tempo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *