Le migliori uscite discografiche della settimana| 11 novembre 2022

In questo numero delle uscite discografiche della settimana vi raccontiamo degli album di Bruce Springsteen, Gold Panda, Christine and the Quenns, The Cool Greenhouse e dei Warhaus. 

12:13:13  – 11/11/2022

a cura di Giovanni Aragona e Cristina Previte



BRUCE SPRINGSTEEN – ONLY THE STRONG SURVIVE 
(rock, americana)

Il Boss è tornato e ha sfornato il suo 21° album in studio. Iniziato nel 2020, poco dopo l’uscita di Letter to You, quando il mondo era in lockdown, quest’ultimo disco è un’opportunità per il musicista di mettere la sua “voce” al servizio di 15 delle “più belle canzoni del pop rock americano” – canzoni che Springsteen crede “siano ancora sottovalutate”. La voce è la componente chiave di tutta la musica soul e Springsteen offre, cantando arrangiamenti che sono in gran parte fedeli agli originali ma che non suonano mai come una sorta di noioso karaoke. È un album di gioia per questi momenti difficili – e lo scopo è quello di farti venire voglia di tornare agli originali. Che è senza dubbio ciò che Bruce intende, e l’operazione è riuscitissima.


GOLD PANDA – THE WORK 
(elettronica)

Sono trascorsi sei lunghi anni dall’ultimo lavoro in studio di Gold Panda e la prima sensazione, a margine di questo nuovo album, è che The Work non sarà giudicato sul successo di una resurrezione ma è un interessante promemoria di quanto possa essere versatile e sempre interessante la musica di Gold Panda.

Il disco è particolarmente influenzato dai cambiamenti del musicista: l’artista ha vissuto per un periodo in Giappone, si è sposato, ha avuto una figlia e ha smesso di bere. Ora a 40 anni, il risultato è un focus più chiaro e una prospettiva meno oscura rispetto al passato, anche se questo non significa che stia facendo qualcosa di drasticamente diverso sul nuovo album. Il disco da metter in cuffia per le vostre passeggiate fuori porta: consigliassimo. 


CHRISTINE AND THE QUENNS – REDCAR LES ADORABLES ÉTOILES 
(synth pop, art pop)

Capacità, garbo, eleganza e voglia di saper rischiare: sono questi gli elementi caratterizzanti di questo progetto così interessante capace di sapersi ritagliare uno spazio così importante nel panorama musicale odierno. Un disco che rende omaggio a David Bowie per questo terzo lavoro che tanto rassomiglia ad un dipinto su di una tavolozza anni ’80 fatta da sintetizzatori striscianti, drum machine e paesaggi sonori panoramici. Un concetto di musica pop per niente banale e scontato capace di offrire un ventaglio sonoro vastissimo. Se avete voglia di misurarvi con una decostruzione del classico formato pop, è il disco che fa per voi. 


THE COOL GREENHOUSE – SOD’S TOASTIE 
(post-punk)

Che gran bel secondo disco per questa interessantissima band capace di spingersi fino agli estremi per confezionare questo disco post-punk così complesso. I Cool Greenhouse non sono una band per tutti. Ma se soccombete al loro fascino, li amerete tantissimo, e se adorate i Velvet Undergound, questo risulterà il miglior disco possibile per voi in questa settimana. Di questo disco abbiamo apprezzato i “segni” tramite cui la realta` viene tradotta in suoni: la metropoli viene ridotta a un rumore pulsante ripetuto all’ossessione e la vita quotidiana viene ridotta a un delirio inconscio degli alieni attraverso uno spoken word mai banale. Disco della settimana. 


WARHAUS – HA HA HEARTBREAK
(Alternative rock, indie-rock)

Sono passati cinque anni da quando Warhaus ha improvvisamente conquistato i nostri cuori. Ha Ha Heartbreak” è un’esplorazione emotiva commovente e un contenitore di grande ricchezza musicale. Le canzoni del nuovissimo album sono venute fuori in sole tre settimane durante un soggiorno nella città di Palermo. Tutto ciò di cui aveva bisogno era la solitudine di una stanza d’albergo, una chitarra, un microfono e un cuore che era stato recentemente ridotto in migliaia di pezzi.

Ha Ha Heartbreak” racconta tutto il dolore di Devoldere attraverso ritornelli e melodie irresistibili. Il sound, tuttavia, rimane meravigliosamente leggero. Oscilla e risplende grazie agli archi, a cori sensuali, fiati, parti giocose di pianoforte. Ha Ha Heartbreak” è l’album più personale e veritiero di Warhaus fino ad oggi, uno in cui si attraversano le diverse fasi del dolore: iniziando con la negazione, andando verso la disperazione, per arrivare infine a un’umile rassegnazione con la cupa conclusione di “Best I Ever Had”: ‘All I ever wanted was a lot / to be your man was something I could not’. “Ha Ha Heartbreak” si conclude con l’accettazione e forse anche un po’ di conforto.
(C.P)


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