24/06/2024
Ultimo numero di ottobre delle consuete uscite discografiche della settimana del venerdì con gli album di Benjamin Clementine, Girlpuppy, Martha, Guided By Voices, Dragonette, The Wends e Dead Cross. 

Ultimo numero di ottobre delle consuete uscite discografiche della settimana del venerdì con gli album di Benjamin Clementine, Girlpuppy, Martha, Guided By Voices, Dragonette, The Wends e Dead Cross. 

a cura di Giovanni Aragona, Stefano Bartolotta, Cristina Previte e Flaminia Zacchilli 

17:57:10  – 28/10/2022



BENJAMIN CLEMENTINE – AND I HAVE BEEN
(Avant-garde, experimental pop, contemporary classical)

And I Have Been è stato realizzato durante la pandemia e nasce da un prolungato periodo di introspezione dell’artista britannico. Dice Clementine: And I Have Been è stato concepito durante la COVID. Come tutti, anch’io mi sono trovato ad affrontare molte lezioni, complicazioni ed epifanie legate alla condivisione del mio percorso con una persona speciale. La prima parte è solo l’impostazione della scena, è la punta dell’iceberg che prepara il terreno per la seconda parte, che va più in profondità. La seconda parte di questo LP vedrà la luce il prossimo anno e, stando a quanto dichiarato da Benjamin, potrebbe mettere la parola fine alla sua carriera musicale.

Un album delicato e sognante accompagnato da una straordinaria performance vocale che vola nel registro acuto. “Genesis” è il primo brano estratto dall’album ed è in debito con la creatività intrinseca di Clementine, raccogliendo le sue origini e mescolando le sue svariate personalità. And I Have Been pone fine a una lunga attesa, e il tocco emotivo di Benjamin Clementine rimane intatto. Spostando delicatamente il suo lavoro in nuove aree, il cantautore continua il suo viaggio verso la splendente gemma “Delighted“. Dove la voce potente e avvincente rimane intatta come spazio per l’evoluzione personale, nel suo stile inconfondibile, la canzone cerca il progresso in questi tempi bui. Benjamin Clementine è uno dei talenti più puri emersi nell’ultimo decennio e il suo nuovo album ne è la conferma.
(C.P)


MARTHA – PLEAE DON’T TAKE ME BACK
(pop-punk)

Chi è fan dei Martha lo sa bene, con loro è una questione di cuore, e quindi basta sentire che loro ce lo mettono e va tutto bene, anche il fatto che di evoluzione se ne veda sempre meno e ogni disco – qui siamo al quarto – è sempre più simile al precedente. Tanto, le melodie sono sempre irresistibili, i giri di chitarra micidiali, le armonie e gli intrecci vocali più che mai perfette, le parole sempre più coinvolgenti e in grado di ispirare. Davvero, il caso del quartetto di Durham è più unico che raro, nel senso che non c’è mai l’effetto “già sentito” anche se il contenuto delle canzoni nuove è davvero già stato sentito nelle precedenti.

Quindi, se siete già fan dei Martha, buttatevi con fiducia nell’ascolto, e non ve ne pentirete; se, invece, non lo siete, l’ascolto è consigliatissimo se vi piace il pop-punk fatto, come detto, col cuore, ma anche con gusto e perizia e con testi generazionali nel senso più positivo del termine, nel senso che rivendicano il lato migliore di tutti coloro che vivono la società contemporanea con consapevolezza e voglia di farcela nonostante tutto.
(S.B)


THE WENDS – IT’S HERE WHERE YOU FALL 
(jangle-indie-rock)

Gli Smile, da Torino, avevano rappresentato, nel 2021, una delle migliori novità in ambito italiano. Ma poi, come sappiamo un po’ tutti, due musicisti un po’ più famosi dei quattro torinesi hanno dato vita a un side project di successo con lo stesso nome, ed era decisamente il caso di trovarne un altro per i nostri connazionali. I quattro non si sono persi d’animo, hanno compiuto egregiamente la missione e, già che c’erano, hanno pure pubblicato un nuovo disco, mantenendo intatte le proprie coordinate stilistiche, fatte di vivacità chitarristica e ritmica contrapposta a toni velatamente cupi, con il tutto che accompagna un modo di cantare che può ricordare il Michael Stipe degli anni Ottanta.

Non si può comunque parlare di una copia del disco precedente, perché qui c’è spesso un’attitudine più introspettiva e, dal punto di vista strettamente interpretativo, linee decisamente meno serrate, con lo spazio che fa parte integrante del sound. C’è anche una maggior varietà tra le diverse canzoni, e, anche se sono solo 7 per 25 minuti di durata, non si sente il bisogno di altro, perché abbiamo già moltissimo così. Ripartenza migliore non poteva esserci.
(S.B)


DRAGONETTE – TWENNIES 
(dance pop, electro-pop)

Dimenticate l’irritante ritornello stridulo di Hello, il tormentone simbolo di 1000 pubblicità nel lontano 2011. I Dragonette, guidati da un’ormai ultraquarantenne Martina Sorbara, sono un gruppo maturo per persone più stanche e riflessive che festaiole. Twennies, il loro ultimo album, li vede nell’atto di tentare di navigare tale equilibrio immergendosi in punta di piedi nel nichilismo nostalgico dei nuovi twenties.

Come le vecchie flapper, Sorbara e compagnia inseguono una felicità nebulosa e impalpabile che ha il sapore a volte del passato a volte del futuro. Il sound è anni ottanta, ovviamente, e nonostante gli accenni di squittenti frivolezze (T-Shirt) riesce a ricreare l’opulenta ricerca del momento che congiunge presente e passato. Se il nome Dragonette non basta da solo a riportarvi a momenti migliori, non è escluso che vi riesca Twennies. Dopo tutto, come indica il titolo, è proprio uguale a voi.
(F.Z)


DEAD CROSS – II
(hardcore punk)

Attingendo dall’esperienza dell’ex Slayer Dave Lombardo, del membro dei Locust Justin Pearson e di Michael Crain, Mike Patton rimette in pista l’ennesimo progetto per dar vita alla seconda opera di hardcore thrashy caotico e rumorosa targata Dead Cross. Mike catalizza la scena anche in un contesto dominato da musicisti professionisti. Musicalmente, queste nove tracce girano bene anche se serviranno diversi ascolti  per captarne le sottigliezze. Nel primo ascolto serve solo lasciarsi prendere dall’adrenalina e dal ritorno – in gran forma – di Mike Patton. Un disco cavernoso e molto oscuro per cui vi consigliamo un giusto stato d’animo prima del “play”.
(G.A)


GUIDED BY VOICES – SCALPING THE GURU
(indie-rock, lo-fi)

Un regalo ai fan: è questo il senso di questa pubblicazione, anzi di questo “scavare nel cassetto dei ricordi”. Con l’uscita di questa nuovissima collezione di brani di vari EP pubblicati durante il loro periodo di massimo splendore della “classica formazione” dei primi anni ’90, giustamente intitolato Scalping the Guru, i fan ricevono un promemoria dell’immane archivio di Pollard prima che la band raggiungesse il loro status di uno dei grandi gruppi indie-rock di tutti i tempi. Una chicca.
(G.A)


GIRLPUPPY – WHEN I’M ALONE 
(indie-rock)

Sei settimane dopo la chiusura del mondo nel marzo 2020, Becca Harvey, conosciuta con il suo soprannome girlpuppy, ha pubblicato il suo singolo di debutto “For You” dal nulla, non avendo mai fatto musica prima. Ne sono seguiti alcuni singoli ben accolti e l’interessante EP ‘Swan’. Ecco l’album d’esordio carico di speranza:  When I’m Alone è un lavoro realizzato per le stagioni fredde e per i cuori affranti. Un indie-rock introspettivo per nulla scontato, confidiamo e speriamo nel futuro di questa interessante artista. Speriamo solo limiti “lo zucchero”, ne abbiamo assaporato troppo in questo primissimo disco. Se saprà ben dosare gli ingredienti, il futuro sarà roseo. 
(G.A)


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