14/06/2024
Screamadelica è il terzo album dei Primal Scream, pubblicato il 23 settembre 1991 nel Regno Unito dalla Creation Records e l'8 ottobre 1991 negli Stati Uniti d'America dalla Sire Records.

Screamadelica è il terzo album dei Primal Scream, pubblicato il 23 settembre 1991 nel Regno Unito dalla Creation Records e l’8 ottobre 1991 negli Stati Uniti d’America dalla Sire Records.

14:37:34  – 23/09/2021


La genesi

Quando I’m Losing More Than I’ll Ever Have venne remixata da Weatherall per essere trasformata in Loaded, Andrew Innes pensò di inserire questa frase pronunciata da Peter Fonda nel film I Selvaggi (Wild Angels): “We wanna be free to do what we wanna do, and we wanna get loaded and have a good time. That’s what we’re gonna do, we’re gonna have a good time, we’re gonna have a party.” Queste parole non solo divennero parte della struttura di Loaded, ma racchiudono lo spirito di quello che sarebbe diventato il disco più importante dei Primal Scream, ScreamadelicaL’album uscì il 23 settembre del 1991 e segnò il punto di svolta nella carriera di una band che ebbe l’audacia di cambiare il percorso musicale intrapreso fino a quel momento. 

Screamadelica nasce dall’intuizione di Gillespie di aprire le porte alla musica house che, sopratutto in Europa, rappresentava in quegli anni la linfa della Club Culture. Il disco è una perfetta unione di due anime musicali che sembrerebbero essere agli antipodi: quella rock/shoegaze e quella acid-house. Fu grazie ad una ritrovata libertà della band nella parte compositiva, data dall’uso della tastiera, e al lavoro di Andy Weatherall nei remix che uscì un disco compatto dall’anima quasi mistica. 

I Primal Scream e l’intrinseco Good Time

Questo LP è l’espressione massima della vitalità, che ci investe subito nell’opener Movin’ On up in cui un coro gospel intona questo inno alla luce: Getting out of the darkness/ My light shines on. Andando avanti con l’ascolto si ha la sensazione di essere investiti da un’onda di energia che si propaga in ogni singola cellula del corpo, esattamente come se ci trovassimo in un club.

Non si può combattere questa euforia, la band scozzese che ce lo dice direttamente in Don’t Fight it, Fell it, è necessario liberare la propria natura per muoversi in questa dimensione al di fuori del tempo. Tempo che si cristallizza nel loop di Come Together, che, con la sacralità di un mantra, trascina il corpo in una meditazione dance. Esausti da questo ininterrotto movimento e ha bisogno di riposo, torva posto anche una ballad, Damaged, che non rompe il ritmo ma lo rallenta per ricaricare le energie prima della fase finale in cui arriveremo a brillare come le stelle.

Con questa perfetta amalgama di suoni, di synth e bassi che rendono Screamadelica ancora oggi un album strabiliante e difficile da incasellare. I Primal Scream si fecero rappresentanti di una generazione alla ricerca del più semplice ma fondamentale e sacrosanto diritto, quello di avere un ‘good time’ intrinseco nell’anima.

 

Chiara Luzi 

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