Alla scoperta dell’Estonia e dei suoi talenti. L’intervista ai Silky Steps

Abbiamo intervista gli Silky Steps, band estone fresca del  secondo album Universal Language pubblicato per la Funk Embassy Records.

12:07:50  – 12/08/2023


Partiamo dall’inizio, siete una band di 5 elementi che si è formata nel 2014, come sono divisi i ruoli e come vi siete conosciuti?

Ivo: Abbiamo formato la band in quanto amici provenienti dalla stessa città, Pärnu, capitale estiva dell’Estonia. Passavamo pomeriggi interi in sala prove dopo la scuola, semplicemente suonando e scoprendo noi stessi e l’amore per la musica.

Lisann: Esatto. Eravamo un gruppo di amici e la musica ci ha dato l’opportunità di passare del tempo insieme facendo qualcosa che piacesse a tutti. E siccome avevamo il privilegio di avere una sala prove nella nostra scuola e diversi talent show, eravamo sempre più motivati a suonare. L’ultima recluta della band, Mattis, è arrivato nel 2022. L’album ‘Universal Language’ era quasi pronto e la band era alla ricerca di un batterista che tenesse in maniera impeccabile il groove, il tempo, il controtempo. 

Mattis:  Ivo mi ha chiamato nella primavera del 2022, mi ha illustrato le sue idee e mi ha inviato alcuni brani. Ho subito amato la musica e la nuova direzione che la band stava prendendo. Per qualche strana ragione inizialmente ho detto di no, il mio calendario era stra-colmo. Ma dopo un paio di settimane e innumerevoli ascolti, ho deciso di cancellare la maggior parte dei miei altri impegni e unirmi a sti ragazzi epici in sala prove. A quel punto è arrivato il cambio nome, e sono nati i Silky Steps.

Avete iniziato come band indie, come vi siete avvicinati alla disco, al boogie-funk e all’elettronica e quali artisti sono stati di ispirazione?

Lisann: Diciamo che siamo semplicemente cresciuti. Abbiamo iniziato da teenager pieni di turbe giovanili e la musica che ascoltavamo aveva un po’ quell’andazzo… Bombay Bicycle Club, The Kooks, Pink Floyd etc. Ma a un certo punto abbiamo iniziato ad apprezzare “vibes” un po’ più positive; volevamo ballare e scatenarci sul palco. Poi i Jungle hanno lanciato il loro primo album e… ciao. Abbiamo capito che era quello il genere che volevamo inseguire. Quindi direi che I Jungle possano essere considerati la nostra maggiore fonte di ispirazione musicale. 

Ivo: ci piacevano un sacco le band indie britanniche (shoutout agli Spring Offensive) perché l’accento britannico, Tumblr e i maglioni hipster erano di moda all’epoca. Durante le nostre jam dopo scuola però abbiamo progressivamente scoperto l’amore per la cassa dritta, il basso ‘slappato’, le note sorde del ‘chucking’ della chitarra, oltre che una metrica diversa nel cantato.

Lisann: e fortunatamente, l’influenza maggiore di Siim è Nile Rogers, quindi ha imparato tutto il funk di cui abbiamo bisogno. Siim trova sempre il modo di aggiungere un po’ di pepe alla nostra musica con un tocco funk.

Come vi siete evoluti come band dal vostro primo album del 2017 ‘The One’ a ‘Universal Language’, il nuovo album in uscita il 2 giugno? 

Lisann: Siamo più sicuri di noi stessi e della nostra musica, il che si traduce in scelte musicali più audaci.

Ivo:  Il nostro primo LP è stato pubblicato nel 2017 con il nostro nome precedente Steps To Synapse. Questo album descrive l’esplorazione del nostro modo di essere, di ciò che sentiamo più nostro: ci sono tracce indie e c’è pop puro. Con il passare del tempo abbiamo gravitato naturalmente verso quest’ultimo. Ora abbiamo ‘Universal Language’, un linguaggio universale, una definizione assoluta di chi siamo. I concerti dal vivo hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo del nostro stile. Ci piace vedere le persone ballare e cantare insieme. Vedere la reazione del pubblico nell’ascolto delle canzoni più indie o di quelle più pop, ci ha fatto capire dove concentrare la nostra enfasi. E adesso balliamo con il nostro pubblico.

Una delle vostre caratteristiche principali è l’unisono di voce maschile e voce femminile. Cantate assieme e basta o scrivete anche i testi a 4 mani?

Lisann: Il tutto è iniziato con la passione di Ivo e Lisann per le armonie vocali , quindi all’inizio abbiamo cercato di creare armonie complesse. Ma a un certo punto ci siamo accorti che questa cosa aveva un po’ fatto il suo tempo. La gente ci dice spesso che le nostre voci si fondono perfettamente e all’epoca avevo iniziato ad ascoltare gli OH WONDER che cantano sempre all’unisono. Da lì in poi abbiamo iniziato a incorporare più unisoni e armonie semplici. Ma tutto sommato, penso che il processo sia stato naturale piuttosto che una scelta consapevole.

Ivo: Lisann è la mente geniale dietro ai testi ed è un vero gioiello per la band. Può scrivere cose tristi, ma renderle intriganti. Oppure scrivere di cose allegre, ma in modo aggressivo. Canto con Lisann ormai da un decennio e il sound del nostro unisono ne è il risultato. A volte le persone non riescono a capire se sono io a cantare in falsetto o Lisann. E questo è un grande complimento per noi.

Avete firmato con la Funk Embassy Records, etichetta Estone di funk & disco, per l’uscita del nuovo album ‘Universal Language’. Sembra una scelta perfetta per voi, che impatto ha avuto e quanto è coinvolta nel vostro lavoro?

Lisann: Firmare con Funk Embassy Records ci ha influenzato in modo importante: possiamo finalmente concentrarci maggiormente sulla musica e lasciare che i professionisti ci guidino e ci aiutino per tutto il resto. Sono tutti fantastici.

Ivo: Funk Embassy è incredibile, perfetta al 100%. Pubblicare questo album con loro ci ha fatto capire che ci sono persone che tengono tantissimo a quello che facciamo. Uno di loro è il nostro manager e capo dell’etichetta Henrik Ehte.

‘Universal Language’ è letteralmente diviso in 2, con un intermezzo che divide la prima metà, più modern funk, dalla seconda parte che è più elettronica. Ciascuna parte sta comodamente su un lato del LP. È stata una scelta calcolata?

Lisann:  Volevamo dare una gamma completa di suoni ed emozioni da vivere, sperando di risvegliare ricordi passati o sentimenti presenti perché secondo me la musica, per un avere un effetto duraturo, ha bisogno di avere concetti da associarvi. In più, volevamo condividere con chi ci ascolta il fatto che adoriamo la musica “suonata” e abbiamo ottimi musicisti, ma allo stesso tempo amiamo il sound vintage dei sintetizzatori – e dal momento che tutti noi amiamo ballare , abbiamo cercato di portare nel disco il meglio di entrambi i mondi.

Ivo: In questo album è avvenuto tutto in modo molto naturale. Per prima cosa abbiamo creato dei groove che ci sono piaciuti molto, per poi completare le canzoni con i testi. Poi abbiamo assemblato la tracklist iniziale che è finita per essere anche quella finale. Solo dopo ci siamo resi conto di aver creato letteralmente due “lati” di un album, separati da un intermezzo, Interlude, che si adattano perfettamente fra loro per sensazioni, sound e storia. In più ci siamo accorti che la tracklist dipinge la storia di una relazione e la sua conseguente, ma felice, rottura. E’ incredibile: abbiamo praticamente realizzato un concept album per caso

Potete parlarci del video/teaser del nuovo album, che anticipa ognuna delle 10 tracce del disco e dura 10 minuti, e di come è nata questa idea?

Ivo: Volevamo fare qualcosa di speciale. Stavamo facendo brainstorming per i videoclip dei nostri tre singoli e l’idea ci è venuta abbastanza velocemente. Abbiamo pensato: “F*****o, facciamo un video unico per l’intero album”. Abbiamo scelto il regista Rait Kangur e il direttore della fotografia/redattore Ako Lehemets per guidare la squadra, e da lì è nata l’idea di ricalcare la famosa presentazione di Steve Jobs del primo mac, dove ogni brano è come un diverso prodotto innovativo. Due giorni di riprese e innumerevoli ore di montaggio dopo, il nostro bassista Karl (che faceva Jobs), ha presentato il prodotto più all’avanguardia al mondo: ‘Universal Language’ di Silky Steps.

Parliamo delle collaborazioni presenti nell’album, appunto MC Roki in “Falling for You”, Robert Linna su “Fly, Goodbye” e Rahel sulla title track “Universal Language”, come sono nate?

Lisann: “Falling For You” era già quasi pronta. Avevamo dei cori pazzeschi sul ritornello ma le strofe sembravano non azzeccarci molto. Improvvisamente abbiamo avuto un’idea: ma se mettessimo una strofa rappata? Noi non ne saremmo stati capaci però, quindi il nostro manager Henrik ha suggerito MC Roki e appena l’abbiamo ascoltato abbiamo capito che era quello giusto. 

Mattis: Robert Linna invece è da sempre parte della scuderia Funk Embassy, Records, quindi collaborare con lui è stato come ricevere un caloroso abbraccio di benvenuto nella community. Essendo un cantante abbastanza versatile, Robert è stato capace di portare delle vibes molto funk e soul all’album.

Ivo: Per la title track “Universal Language”, avevamo anche registrato una versione con me e Lisann alla voce ma non andava di pari passo alla potenza del brano. La soluzione era una sola: trovare una donna con una voce pazzesca – e Rahel è stata la scelta più ovvia. Mi ero imbarcato in un viaggio di produzione di un anno con lei e in quel periodo ho prodotto un brano che si chiamava “Electrical”. Durante la registrazione di quella canzone, la voce prepotentemente soul e a tratti rocknroll di Rahel mi ha colpito.

Com’è la scena musicale a Tallin e in Estonia in generale? Sembra essere un fiorire continuo di nuovi talenti. Ci sono dei nomi da tenere d’occhio in futuro?

Lisann: Abbiamo dei bravissimi artisti e cantautori che andrebbero sicuramente scoperti. Per esempio Maria Kallastu, una grande cantante R&B che ha anche partecipato al concerto di presentazione del nostro album.

Mattis: Sì, l’Estonia brulica di nuovi talenti di tutti i generi. Voglio menzionare Anett x Fredi e Before The Outro. Entrambi dovrebbero far uscire nuova musica quest’anno.

Ivo: Sono molto contento abbiate notato la presenza di nuovi talenti in Estonia. I musicisti estoni desiderano tantissimo questa attenzione e fanno musica pazzesca! Io consiglierei artisti che fanno musica nuova, originale, che potrebbe potenzialmente dar vita a una nuova scena: Eik, säm, KiROT, Mattias Tirmaste, Maris Pihlap, Maria Kallastu.


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