10/05/2026
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CHET FAKER – A LOVE FOR STRANGERS 
(indietronica, downtempo, art pop)

Apriamo questo numero di uscite discografiche con il primo album in 4 anni di Chet Faker. L’artista torna con un nuovo lavoro sorprendentemente romantico con  la sua voce soul  ancora una volta al centro dell’attenzione in questo progetto, mentre canta di una nuova fase della sua vita. La varietà di questo disco mette in mostra anche la sua gamma di toni, inclusi alcuni brani più crudi e sinceri a metà dell’album. I ritmi emozionali di brani al pianoforte come “Can You Swim?” e “Remember Me” ricordano la dolce vulnerabilità dei Coldplay dei primi anni 2000. Murphy ha sempre evocato una sorta di spiritualità piena di sentimento, e in questo nuovo disco sembra essere più in contatto che mai con quel lato speranzoso di sé.

G.A


CHARLI XCX – WUTHERING HEIGHS
(Art pop, ambient)

Mettiamo in chiaro una cosa fin dall’inizio: questo lavoro in studio non è un vero e proprio album, bensì una colonna sonora ed è sostanzialmente un album pop avvolto nella musica orchestrale. L’uso degli strumenti a corda non è massiccio e l’atmosfera è a tratti davvero convincente. Tuttavia, le orchestrazioni fanno più spesso da filtro che da nucleo delle canzoni. Rimuovendo la parte orchestrale, i brani mantengono la struttura pop in cui Charli è brava. 

Viene facile paragonarlo a “Lux”: anche Rosalía usa molti strumenti a corda classici, ma crea i brani da una prospettiva strutturale, lasciando che gli elementi tradizionali determinino la struttura e la direzione delle canzoni. Nel suo album, gli strumenti a corda non sono più solo decorazioni, ma il punto di partenza. Nell’album di Charli, la musica orchestrale è più una scelta estetica a livello di arrangiamento. Viene utilizzata per creare un effetto drammatico senza cambiare il metodo di scrittura.

I brani 

“House” è senza dubbio il pezzo migliore dell’intero lotto e su questo non ci piove: la recitazione di John Cale e le urla stridule di Charli XCX sotto il ruvido auto-tune sono estremamente convincenti. E come traccia di apertura, ha quel synth freddo e una texture umida e spaziosa, che mi ha davvero fatto pensare ad una Charli diretta verso una destinazione più oscura, lenta ed estrema. Mi aspettavo persino che adottasse uno stile simile a “Perverts” di Ethel Cain o a “She Reaches Out to She Reaches Out to She” di Chelsea Wolfe, un dark ambient in cui le emozioni vengono meno lentamente con lo spazio che inghiotte sempre più la voce. Tuttavia non è così e con questo non voglio dire che Charli abbia toppato, né tantomeno che questo sia un brutto disco.

Anzi. Il problema è una volta mostrato il potenziale per qualcosa di più profondo, si è fermata un attimo prima. Gli archi accennavano all’ambizione, la struttura manteneva l’ordine, l’atmosfera sprofondava, ma la melodia ti riportava sempre con i piedi per terra. Per carità, averne di dischi così al giorno d’oggi, però un po’ di amaro in bocca a fine ascolto ti rimane. Sarà per la prossima volta, ne siamo certi.

Davide Belotti


USCITE DISCOGRAFICHE (ALTRO):


CARDINALS – MASQUERADE 
(indie rock)


MOMOKO GILL – MOMOKO
(jazz fusion, elettronica)


ÁSGEIR – JULIA
(indie folk, songwriting)


HOWLING BELLS – STRANGE LIFE
(indie rock)


HEMLOCKE SPRINGS – THE APPLE TREE UNDER THE SEA 
(Synthpop, Dance-Pop, Indie Pop) 


THE OLYMPIANS – IN SEARCH OF A REVIVAL 
(funk, soul)


CONVERGE – LOVE IS NOT ENOUGH 
(Metalcore, Mathcore)


SARAH KINSLEY – ESCAPER 
(Indie Pop, Synthpop, Chamber Pop)


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