In Live Report

Cigarettes After Sex – 14 novembre, Alcatraz (Milano)

 

Una serata piovosa e fredda non ha minimamente scoraggiato la massiccia folla che, in maniera composta, è in coda da ore fuori l’Alcatraz di Milano per accaparrarsi i pochi biglietti rimasti per assistere all’unica data italiana della stagione dei Cigarettes After Sex. Puntuali, alle 21.30, Greg Gonzalez (voce e chitarra), Randall Miller (basso), Josh Marcus (tastiere) e Jacob Tomsky (batteria) fanno il loro ingresso su un palcoscenico essenziale e che punta interamente al concetto di arte per l’arte, teso all’eliminazione di tutto ciò che viene percepito come non essenziale. 

Un ora e venti minuti è, a nostro avviso, la misura temporale migliore per godere di uno spettacolo dal vivo per due motivi: la band ha due album alle spalle e non un contenitore così vasto di brani, il secondo è che, pur apprezzando molto la tessitura sonora della band, volta a costruire trame dream pop fluttuanti e delicate, il canovaccio sonoro dalla prima canzone fino all’ultima è sempre il medesimo. La scaletta, nel suo complesso, è ben condita: dai brani più famosi, si viaggia verso le nuove canzoni del secondo album e, nel mezzo, una cover che abbiamo apprezzato: Keep on Loving You dei REO Speedwagon.

Le 15 canzoni proposte disegneranno un quadro definitivo intimo e melanconico. Crediamo che sia banale, irrilevante e superfluo dettagliare ogni canzone. Quello che possiamo raccontare è il mondo in cui la band riesce a catapultare lo spettatore a ogni traccia: provate a cercare un film noir del 1963 diretto da Samuel Fuller e intitolato Shock Corridorinfarcitelo – a vostro piacimento – di una massiccia playlst shoegaze anni ’90 e rallentatela nei tempi, il risultato sarà il live di questa sera.

L’estetica cinematografica viaggia in un sincronismo perfetto con la band: l’illuminazione monocromatica, le proiezioni video che mostrano scatti artistici di donne sofferenti, attraenti, e paesaggi freddi e malinconici. Un concerto dei Cigarettes After Sex si distanzia anni luce dal concetto di “spettacolo”, ma tutto è eccitante al punto giusto. Se in scaletta annoveri poi canzoni come Apocalypse, Nothing’s Gonna Hurt You Baby  e Sunsetz, il gioco è praticamente fatto. 

G.A

Nothing’s Gonna Hurt You Baby:


Scaletta:

Opera House
Sesame Syrup
Cry
Crush
Sweet
Keep On Loving You 
Nothing’s Gonna Hurt You Baby
Sunsetz
Affection
Touch
K.
Heavenly
Apocalypse

Young & Dumb
Dreaming of You

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