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Le migliori uscite discografiche della settimana| 26 agosto 2022

In questo numero delle uscite discografiche della settimana vi suggeriamo l’ascolto dei Muse, Julia Jacklin, Stella Donnelly e l’ottimo disco firmato Ezra Furman. 

11:37:28  – 26/08/2022



MUSE – WILL OF THE PEOPLE
(art-rock, synth pop)

Rivoluzione, conflitti geopolitici e crisi esistenziali sono stati il pane e il burro dei Muse per decenni. Eppure, dopo tutti questi anni di angosce e paure, i Muse hanno sempre mantenuto un deciso approccio alla loro musica. Il nono disco della band, è atterrato in un momento di vera crisi, quando una pandemia, una divisione sociale e un disastro climatico hanno stravolto il mondo. I Muse vanno a nozze con questi scenari e il suono resta oscuro come i lavori passati. Fatta questa premessa dobbiamo ora metter a fuoco il nostro argomentare: a questo punto, o sei un fan dei Muse o non lo sei. Matt Bellamy e i suoi compagni di band fanno il tipo di musica che divide quanto le inclinazioni politiche e anche questo lavoro lo dimostra. Se stai cercando grandi canzoni rock muscolose con chitarre frastagliate e batteria roboanti, le troverai qui. Se stai cercando melodie con tenerezza, le troverai anche qui. Fate quindi voi. 


JULIA JACKLIN – PRE PLEASURE
(indie-folk)

l secondo full-length di Julia Jacklin, Crushing del 2019, è stato un album di rottura rispetto ai timidi esordi. Per questo terzo disco, è entrata in studio con il suo terzo produttore diverso in altrettanti album, Marcus Paquin (the Weather Station, the National), che ha contribuito ad aprire il suo suono con l’assistenza di una band di supporto che include membri dei Weather Station e, in alcuni casi, un’orchestra con arrangiamenti d’archi di Owen Pallett. Un altro cambiamento netto in questo lavoro, molto maturo nel suono, e che affonda, per tutto la durata, nel limbo delle relazioni umane. Pre Pleasure è un disco struggente, ben suonato, a tratti lento, e adatto ai cuori infranti. 


STELLA DONNELLY – FLOOD 
(indie-folk)

In tanti aspettavano al varco il secondo disco in carriera di Stella Donnelly, per capire se l’artista è sbocciata definitivamente o meno. Flood è un buon disco e i miglioramenti sono tangibili. Flood è un salto musicale e lirico in avanti che offre una moltitudine di sfaccettature. Il punto di forza è una composizione testuale magistrale e un suono arricchito di sintetizzatori. Le chitarre indie rock angolari e spigolose degli esordi sono diventate sintetizzatori sobri e pianoforti delicati. Flood vede Donnelly estendersi in un nuovo territorio sonoro e questo, per chi scrive, è un punto di svolta e di forza. 


EZRA FURMAN – ALL OF US FLAMES 
(art-rock)

Ascoltare un disco di Ezra Furman è sempre come sfogliare echi di Bob Dylan,  introspezioni alla Nick Cave e grinta alla PJ Harvey. All Of Us Flames ha un suono più lucido rispetto ai dischi precedenti, ma, a restare fedele, è la cruda emozione che Ezra Furman evoca costantemente nei suoi testi. Il bellissimo songwriting di questo lavoro ha il potenziale per passare alla storia di questo genere. Furman ha realizzato uno dei migliori e più importanti album di questo primo 2022 e noi ne siamo rimasti folgorati. 


 

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