In Ricorrenze

Venti anni fa usciva ‘When the Pawn…’, il poema sulle vulnerabilità di Fiona Apple

 

La scrittura è per alcune persone una necessità primaria, indispensabile per chiarificare momenti cruciali e sentimenti che, se non domati e analizzati, rischierebbero di lasciare sopraffatti. Dare tangibilità ai pensieri che si affastellano tumultuosi, rendendoli visibili su un foglio di carta, è un modo per ritrovare armonia. A volte può accadere che questi soliloqui si trasformino in qualcosa di più elevato che un semplice scritto, come ad esempio, nel caso di Fiona Apple, in poesia o in una canzone. When the Pawn Hits the Conflicts He Thinks Like a King What He Knows Throws the Blows When He Goes to the Fight and He’ll Win the Whole Thing ’Fore He Enters the Ring There’s No Body to Batter When Your Mind Is Your Might So When You Go Solo, You Hold Your Own Hand and Remember That Depth Is the Greatest of Heights and If You Know Where You Stand Then You Know Where to Land and If You Fall It Won’t Matter Cuz You’ll Know That You’re Right, nasce da una di queste irrefrenabili spinte.

Uscito esattamente il 9 novembre di venti anni fa, il secondo album in studio, edito dalla Epic Records e prodotto da Jon Brion, ha infatti come titolo un poema scritto dalla Apple stessa in risposta ad alcune pesanti critiche subite. Nonostante la giovane età, al tempo aveva soltanto ventidue anni, la cantante Newyorkese possedeva già una personalità molto determinata e diretta, qualità, queste, che furono fondamentali per mantenere intatto il focus creativo dopo il sorprendente successo avuto con il disco d’esordio, Tidal.

When The Pawns… è un lavoro maturo, sia musicalmente che liricamente in cui la Apple mette a nudo tutte le sue vulnerabilità e i suoi difetti, poiché è parlandone apertamente che si riescono a superare i limiti. Muovendosi fra melodie Jazz, ritmi sincopati, e influenze classiche, i dieci brani che lo compongono raccontano come le irrisolutezze si ripercuotano in amore, creando conflitti e rendendo le relazioni insalubri. Il primo singolo estratto parla proprio di questo, Fast as you can interpreta perfettamente quelli che sono gli alti e bassi di ogni rapporto. Il ritmo travolgente e sincopato, il modo vorticoso in cui Fiona canta, rendono esattamente il senso di instabilità e mutabilità. Sembra quasi che la canzone ci piova addosso come una valanga ingestibile e a noi non resta che scappare, Run, free yourself of me /Fast as you can. Prima di capire quale sia la causa di questi malesseri si continuano a fare errori, A Mistake, perché è commettendo sbagli che si impara una lezione, ma fino a che non si è assorbita, I’m gonna make a mistake / I’m gonna do it in porpouse. Man mano che si prosegue nell’ascolto del disco, veniamo travolti e cullati dalla voce della Apple che sa farsi delicata nel vibrato, per poi diventare potente, roca e intrisa di disperazione nel momento in cui il dolore è ingestibile, To Your Love, Please forgive me for my distance/ The pain is evident in my existence.

Il momento in cui si prende coscienza di dover lasciar andare il male, tutto diventa più morbido, la rabbia si pacifica pian piano, i ritmi si ingentiliscono e prendono la forma di una delicata ballad per piano Love Ridden. Il capitolo finale, quello della resa dei conti è il più commovente del disco, I Know. Ormai sono evidenti gli errori commessi da entrambi, la consapevolezza ha il suono di una melodia Jazz e il colore caldo di una voce intensa e malinconica. I giochi sono chiusi, non importa quale sarà il risultato va bene così, It’s okay, don’t need to say it, perché tutto quello che è stato ha portato ad un miglioramento.

When The Pawns… è il disco che ha definitivamente consacrato Fiona Apple come cantante e compositrice. I brani, impreziositi dal contributo fondamentale di Brion, sono specchio della sua essenza schietta. Questo lavoro ha iscritto la cantautrice in un club composto da donne audaci, talentuose e di grande caratura morala che in quel periodo crearono una nuova via musicale, diventando modelli fondamentali per le artiste future.

Chiara Luzi 

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