In Recensioni - Album della settimana

Thom Yorke – ‘Anima’

 

 

Genere: Elettronica 
Etichetta: XL Recordings
Release: 27 giugno 

Thom Yorke ha pubblicato oggi in formato digitale il suo quarto disco solista, in collaborazione con Nigel Godrich. Accompagnato da un magistrale cortometraggio diretto da Paul Thomas Anderson, da oggi su Netflix, Anima appare a un anno dalla pubblicazione della colonna sonora di Suspiria di Luca Guadagnino, cinque anni dopo l’uscita di Tomorrow Modern Boxes.

Anima è un disco complesso e curato nei dettagli sonori grazie all’apporto fondamentale di Godrich, produttore dei Radiohead, che ha accompagnato Yorke nelle sue esibizioni, insieme al giovane visual artist Tarik Barri. L’intelaiatura di questo album è frutto di sperimentazioni live ampiamente collaudate nel corso del tour di Tomorrow Modern Boxes, e non è un caso che si collochi in una linea di continuità con l’ultimo album.

Anima, nella teoria dell’inconscio collettivo formulata da Jung, è l’archetipo antropomorfo dell’inconscio che si manifesta nei sogni e influenza i comportamenti umani. Ma in Anima il sogno rappresenta il dispositivo opposto del risveglio coscienziale. Un percorso a ritroso al centro del Sé, per rivelare i meccanismi di una società morbosa e contorta. Entriamo in una stanza deserta popolata di echi secchi, ritmi incalzanti e potenti vibrazioni che ci tolgono il fiato (“I can’t breathe”).

Traffic manda colpi alle viscere portandoci a uno stato di trance ipnotico: ci avviciniamo all’apice della desolazione, ma lo facciamo danzando. La sovrapposizione stratificata di vocals, loop e sample, è il primo elemento di continuità delle tracce. Sono strati e substrati mentali e psicotici che finiscono per estinguersi sotto il peso di una realtà distopica e desolante. Sono i demoni della coscienza che popolano uno spazio affollato in Last I hear(…He Was Circling the Drain): il silenzio e l’assenza perdono di significato quando si ha accesso a strumenti che permettono l’espressione convulsa e indiscriminata di opinioni e pensieri.

Sono l’apparente leggerezza delle esultanze infantili, del falsetto e della melodia di Twist, che producono un effetto potentemente straniato e inquietante. La realizzazione di questa totale alienazione (“It’s not me” ripetuto ossessivamente) è la prima chiave per la liberazione. E a metà traccia questo paesaggio grigio, dominato da una cappa di umidità soffocante, si apre in squarci iridati: arrangiamenti orchestrali di archi, piano e cori all’unisono toccano vette di lirismo.

Sono i layer di effetti che si aggiungono alla semplicità disarmante di un synth e di una voce strascicata e impotente in Dawn Chorus: una realtà che aumenta, si svela e muta fluidamente come i movimenti in penombra dei danzatori del corto, attorno alla coscienza ignara, incapace di evoluzione. Per ottenere un cambiamento strutturale, serve spezzare l’incantesimo con la dissidenza e la ribellione (I Am a Very Rude Person): “I have to hope this spell’s going to break/ I have to destroy to create”.

Il dialogo tra voce e strumenti si assesta su un precario e continuo equilibrio tra distopiadissonanza e lirismo evocativo. Cinguettii di uccelli freddi e metallici tramutati in piccoli droni (Dawn Chorus), radar impazziti sui quali domina indistintamente la voce duplicata di Thom (Not The News). Loop schizofrenici in una sala di controllo impazzita (Last I heard). Una continua prova di forza tra uomo e macchina, una presa di coscienza della loro similarità agghiacciante in una realtà allucinatoria e deformata.

Sintetizzatori al limite della dissonanza destabilizzante dominano il terreno devastato della battaglia. In terra solo metallo e fango. “Goddamn machinery/ Why don’t you speak to me?”. È l’interrogativo impotente dell’uomo portato al parossismo dell’incomunicabilità. La soluzione? Fuggire: Runwayaway. Una voce glaciale su tracce di chitarre sovrapposte ci ripete This is when you know/ Who your real friends are”. O forse no. Veniamo trascinati in un incubo, dove presenze mostruose ci circondano e tentano di insidiarci. Hai perso i tuoi sogni? Anima (Technologies) ti aiuta a ritrovarli. Ma non possiamo assicurarti che ti piaceranno.

 

Gaia Carnevale

 

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