In Live Report

The Dandy Warhols – 17 settembre, Locomotiv Club (Bologna)

 

Si riapre la stagione dei concerti indoor dopo una lunga estate di eventi in esterna: il Locomotiv Club inaugura proprio oggi con la rassegna Murato!, ospitando la seconda delle due date italiane dei Dandy Warhols. Dopo la fila per sottoscrivere la nuova tessera AICS, entriamo nella venue di via Serlio, quando il live-show dei New Candys è già terminato da alcuni minuti: invece la band di Portland, che oggi presenta il suo decimo album, Why You So Crazy, uscito a fine gennaio per la canadese Dine Alone Records, sale sul palco bolognese pochi attimi prima delle dieci e un quarto. Il concerto del gruppo dell’Oregon si apre con Forever, uno dei pochi estratti dal loro lavoro più recente stasera: è Zia McCabe con i suoi rumorosi synth a cominciare a sperimentare e a trasportarci verso territori piuttosto oscuri. Anche in seguito, quando entra la voce di Courtney Taylor-Taylor comunque l’atmosfera rimane inquietante con un lungo viaggio tra freak-folk e psichedelia che si conclude con un’interminabile jam. 

Le belle sensazioni melodiche lo-fi dai sapori velvetiani arrivano poco dopo con la successiva Holding Me Up, accompagnate da una dose massiccia di fuzz e da un handclapping sincero da parte del pubblico felsineo: molto godibili i suoi cori e, in mezzo al delirio, troviamo anche Zia che inizia a ballare ed è forse quella che più di tutti incita la platea e le dà l’energia che va cercando. Crack Cocaine Rager viene introdotta da rumorosi synth, mentre Taylor-Taylor grida violentemente nel suo microfono, in quella che risulterà essere la traccia più adrenalinica della serata, mentre Highlife, cantata dalla McCabe, ci sposta su territori country, ma senza perdere un secondo della sua energia originale. Il vecchio singolo Not If You Were The Last Junkie On Earth incita tutti e conquista con il suo ritornello catchy e le sue ottime melodie; in Ride, totalmente ricoperta dal fuzz, la band statunitense perde una grossa occasione perché la voce del suo frontman risulta spesso troppo poco incisiva rispetto alla sua parte strumentale e anche Godless arriva troppo priva di carica per risultare efficace. L’uno due composto da Bohemian Like You e We Used To Be Friends – quest’ultima non prevista in setlist – ravviva il live ed eccita i presenti che non si risparmiano a cantare e ballare, ma rispetto alle versioni originali anche queste risultano comunque più tranquille.

La chiusura è poi lasciata alla sola Zia McCabe con i suoi synth che prova nuovamente a sperimentare con l’elettronica per qualche minuto. Un’ora e mezza sicuramente divertente e con parecchie canzoni che ci hanno regalato ottimi ricordi del passato: purtroppo più di una volta i Dandy Warhols stasera non sono riusciti a fornire l’energia che ci aspettavamo da loro. Paragonati all’altra volta in cui avevamo assistito a un loro concerto – parliamo di almeno sette od otto anni fa – ci sono sembrati meno vivaci, ma, se vogliamo o dobbiamo trovare una giustificazione, l’età passa per tutti e non sempre si riesce a mantenere gli alti livelli di adrenalina di un tempo. La nostalgia – quella bella – invece si è fatta sentire e ne abbiamo potuto godere in quasi ogni momento di questa comunque gradevole ora e mezza.

Antonio Paolo Zucchelli 

 

Bohemian Like You:

SCALETTA:

Forever
Holding Me Up
STYGGO
Crack Cocaine Rager
Get Off
Highlife
Not If You Were The Last Junkie On Earth
Everyone Is Totally Insane
Ride
You Were The Last High
Mohammed
Godless
Bohemian Like You
We Used To Be Friends
Every Day Should Be A Holiday
Pete International Airport / Boys Better / Zia Outroset

Nessun Commento

Lascia un Commento