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The 1975 – ‘Notes On A Conditional Form’

Notes on a Conditional Form è il quarto album in studio dei The 1975, pubblicato il 22 maggio 2020 sulle etichette Dirty Hit e Polydor Records.


 

 


Etichetta: Dirty Hit e Polydor Records
Genere: pop rock, electro rock

Release: 22 maggio

It is time to rebel (Greta Thunberg)

Deve essere l’effetto della nuova tecnologia. Sapete, gli apparecchi all-in-one: il pc col quale puoi fare tutto, e poi la smart TV, lo smart-phone. La lavatrice? Non so, non seguo con assiduità, ma forse con quelle di ultima generazione guardi nell’oblò e vedi le serie tv. Fatto sta che Notes On A Conditional Form offre l’idea di avere tutto a portata di click, l’effetto straniante di fare zapping e sentirti sfasato rispetto a tutto quello che ti si para davanti (occhi od orecchie che siano). Di non essere certo se stai guardando l’inserto pubblicitario all’interno di film fatto a pezzi o il trailer di un film in mezzo a una serie di spot, lo spezzone di un documentario o una televendita.

The 1975 il quarto album: (Music for) Having No Head

I 1975 scaldano i motori con un discorso di Greta Thumberg e ti aspetti grandi cose. Poi arriva il finto-punk- inglese di People, a ruota di The End (Music For Cars) che come suggerisce il titolo pare farina del sacco di Brian Eno (Radio Network), e lo scivolone da rompersi tutto di Frail State Of Mind, tronfio-trionfo soul-afro- stunz-stunz-und-drang. Per poi ripartire, in modo quasi circolare, con uguale o appena rimescolata sequenza di canzoni/brani: dal frammento ambient (Streaming) alla pillola lassativa sonora [un flacone intero, per verità: Yeah I Know, I Think There’s Something You Should Know, Nothing Revealed/Everything Denied,Tonight (I Wish I Was Your Boy), Shiny Collarbone, What Should I Say, Bugsy Not In Net], dalla brutta copia del bello già sentito (Jesus Christ 2005 God Bless America sembra la cover abborracciata di I’m On Fire del Boss) al gosp-hell di Don’t Worry. 

Si sopportano la monocorde stitichezza da sigla di coda per serie TV adolescenziale di The Birthday Party, la strumentale Having No Head che almeno ci risparmia le scempiaggini vocali che trasudano quasi ovunque, Guys per due motivi: perché la melodia non è la cosa peggiore del disco e perché si tratta dell’ultimo brano e grazie a Dio è finita.

Rebel without a cause

Il problema di Notes On A Conditional Form non è tanto la frammentarietà – Blob di Rai 3 che ne è campione funziona – quanto la netta sensazione che non ci sia nulla di vero, di sincero, ma soprattutto di ispirato. A partire dall’estratto del discorso dell’essere umano più verde sulla faccia della Terra insieme a Hulk. Che più di un manifesto pare un semplice specchietto per le allodole. L’ennesimo fake. All’anno 1975 riesco ad associare molti bei dischi. Ai 1975 nemmeno questo Notes On A Conditional Form.

Andrea C. Soncini 

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