In Live Report

Still Corners – 15 Maggio, Circolo Ohibò (Milano)

 

Davanti a un pubblico nutritissimo e partecipe, si è concluso ieri sera a Milano il tour italiano degli Still Corners. È una serata di metà maggio insolita e la pioggia battente dei giorni scorsi ha lasciato nell’aria un clima tipicamente invernale. Dopo aver consumato una quantità notevole di sigarette e aver disquisito dei cambiamenti climatici in corso, ci addentriamo all’interno della venue del Circolo Ohibò.

Il duo inglese sale sul palco puntuale e regala 1 ora e 15 minuti di gradevolissima musica. Accompagnati soltanto da un batterista, Tessa Murray e Greg Hughes conducono gli spettatori nel loro personale viaggio sonoro fatto di sussurri, dream pop, shoegaze e magistrali giri di chitarra. Un visual molto minimale, posto alle spalle della band, accompagna la serata tra occhi giganti e riflessi di immagini asimmetriche, quasi a scrutare l’animo degli spettatori.

L’intelaiatura sonora messa in atto dal duo è incentrata sull’ultimo disco, Slow Air, ma le hit della band verranno dosate – saggiamente – nei momenti più caldi della serata. In The Messenger e Black Lagoon è la voce di Tessa a penetrare e affondare, sposando in pieno i fluidi lisergici di chitarra prodotti da Greg Hughes. Più che un live, una narrazione atemporale fatta di dream pop al sapore di romanticismo decadente. 

Il picco più alto della serata si raggiunge con The Trip, e non vi nascondiamo che era tanta la curiosità di ascoltare dal vivo una delle canzoni dream pop meglio riuscite negli ultimi anni: la chitarra di Greg lavora sottilmente, tra giri delicati e teneri, lasciando poi definitivamente spazio alle tessiture vocali di Tessa, che ci trasportano attraverso un viaggio lugubre ed etereo. 

Le luci si accendono, la band sta già abbandonano il palco. Facciamo giusto in tempo a osservare un timido saluto di Tessa Murray al pubblico e le sue mani hanno già aperto il sipario del dietro le quinte. Gli Still Corners, in un ora e un quarto, ci hanno trascinati nella loro dimensione impalpabile, e ora è giunto il momento di svegliarci dal sogno e ricreare il varco temporale.

 

S.D

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