In Live Report

Nu Guinea – 18 luglio, Circolo Magnolia (Milano)

 

Lo speravo, ma in realtà me l’aspettavo. Il concerto dei Nu Guinea è una bomba atomica multicolore, un grimaldello che scardina tutte le potenzialità troppo compresse dell’album da studio, una bocca fiammante rockyhorrorpictureshow che aprendosi spara missili, razzi e fuochi d’artificio d’ogni risma. 90 minuti di fuoco musicale derivativo che prende a braccetto Napoli Centrale, Osanna, Weather Report, The Manhattan Transfert e con una macchina del tempo li porta tutti nell’Italia della dance romantica, dal cuore caldo, del vintage anni ’80, del basso a stantuffo, dei sintetizzatori tondi e delle chitarre in incognito, del sax che gioca a guard’e’ladr con le percussioni onnipresenti.

 

 

L’esibizione dei partenopissimi Nu Guinea è un viaggio nel tempo, è un ritorno al futuro. Dedicano il concerto al compianto Prufesso’ Luciano De Crescenzo (deceduto poche ore prima del live…), unendo le poesie di De Filippo ai cori da stadio. Come si evince dal video della performance di Je Vulesse, il pubblico non riesce letteralmente a stare fermo, neanche per un sorso di birra – cosa ancor più meritevole se calcoliamo i vari minuti consecutivi di musica strumentale senza voce, nel 2019.

Insomma, un calore meridionale che mancava, soprattutto da queste parti troppo spesso ammaliate dalle sirene internazionali. Una giravolta di 180 gradi non farebbe male, in questo periodo, per (tornare a) guardare al Sud col sorriso. Ché l’amore per la vita che ti danno queste vibrazioni sonore ci farebbe davvero bene, per combattere la malinconia da supermercato venduta al chilo da produzioni artistiche sempre uguali a sé stesse. Compiti per l’estate ce ne sono, ci mancherebbe: spingere un poco sull’orginalità delle composizioni – parcheggiando magari un attimo la macchina del tempo – e accendere la bomba anche da studio. Ma queste sono inezie; intanto, che figata!

Alessandro Isidoro Re

 

Je Vulesse:

Nessun Commento

Lascia un Commento