In Live Report

Metronomy – 21 giugno, Circolo Magnolia (Milano)

 

Inizia ufficialmente l’estate e non poteva capitare serata migliore per assistere a un concerto dei Metronomy. Dopo ben cinque anni di assenza, la band guidata dal frontman Joseph Mount ha fatto tappa nell’unica data prevista in Italia. È un pubblico delle grandi occasioni quello accorso al Circolo Magnolia, già abbondantemente in attesa ancor prima dell’ora di inizio (prevista per le 22:30). In perfetto orario, il quintetto sale sul palcoscenico piazzando in definitiva ben 18 canzoni senza alcun tipo di sosta. Maturi, carismatici, ordinati e mai scontati, in un’ora e mezza di show il gruppo intelaia un set che abbraccia i venti anni di carriera. Una tappa importante per una band così giovane che, dagli esordi ai giorni nostri, è stata capace di realizzare ben sei album in studio. 

L’opener è affidata alla sinteticissima The End of You Too, estratta da Nights Out del 2008, capace di trasportare una scatenata folla in un vortice fatto di sopraffino soft rock dal gusto piacevolmente “vintage”. I synth caldi  fluttuano sul pubblico, che viene immediatamente oscillato dall’attacco ermetico degli inni The Bay, Reservoir e The Look e Everything Goes My Way: una shakerata di bravura, fantasia ed eleganza, tra perfetti e armonici giri di basso creati da Gbenga Adelekana, sostenuti dai battiti cardiaci della puntuale e tecnica batteria di Anna PriorTuttavia, la star dello show sarà sempre il signor Mount e le sue eleganti mosse di danza. Il gruppo, nella sua armonicità, ha una capacità d’intrattenimento notevole e, più che un concerto, sembra di assistere a una masterclass costruita a colpi di synth pop e indie-aerobico.

 

 

Sul finale, il meglio degli ultimi anni racchiusi in tre diversi dischi: con Love Letters, estratta dal disco omonimo del 2014, la folla inizia a cantare a squarciagola con le mani in alto nella calda aria estiva, omaggiando sul finale un’enorme e meritata ovazione. La zuccherosa Salted Caramel Ice Cream, estratta dall’ultimo album, e il cavallo di battaglia The Lookestratto da The English Riviera del 2011 risulteranno, non solo tracce per nulla scontate, ma strutturate da canovacci sonori ingegneristici così ben intelaiati, da acquisire un’anima calda e molto più audace che su disco. Dancefloor e synth pop lasciano spazio alla chiusura distorta e cupa di You Could Easily Have Me, che regala agli spettatori gli ultimi minuti di rimbalzi sonori potenti e affilati che salgono fino allo stomaco.

Non ci sarà nessun “encore” – cosa che non solo abbiamo apprezzato, ma che vorremmo venisse definitamente abolito da ogni live – ma solo un finale di concerto semplicemente perfetto. Laddove ce ne fosse ancora bisogno, il concerto di questa sera ha mostrato al pubblico italiano una band che andrebbe studiata e approfondita a prescindere dalle hit realizzate. I Metronomy hanno dimostrato una capacità creativa eclettica e vibrante nello strutturare la scaletta. La band, tra sfere stroboscopiche, luci colorate, e synth pop a tutto volume, ci ha convinto a intraprendere un percorso di workout destinato al benessere di corpo e mente. Complimenti. 

The Look : 

 

G.A

 

 


Questa la scaletta del concerto:

The End of You Too
Heartbreaker
The Bay
Everything Goes My Way
She Wants
Whitsand Bay
Wedding Bells
Reservoir
Walking in the Dark
Lately
Insecurity
Boy Racers
Old Skool
Trick or Treatz
Love Letters
Salted Caramel Ice Cream
The Look
You Could Easily Have Me

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