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Le migliori uscite discografiche della settimana| 4 marzo 2022

Il primo numero di marzo, delle uscite discografiche, si apre con gli ultimi lavori di Nilüfer Yanya, il nuovo disco firmato Band Of Horses, The Weather Station e l’ennesimo buon album dei veterani Guided By Voices. Per gli amanti dell’hip-hop ecco Cool Kids.

16:18:40  – 04/03/2022

a cura di Giovanni Aragona, Chiara Luzi e Flaminia Zacchilli



NILÜFER YANYA – PAINLESS
(r&b, indie pop, alt rock)

Sottrarre per arrivare al centro di tutto, è questa la regola che Nilüfer Yanya ha applicato al suo secondo lavoro in studio Painless. Mentre il debutto del 2019, Miss Universe, si presenta come un lavoro eclettico e luccicante, questo nuovo album è fatto di melodie liquide e leggere che arrivano dirette all’anima dell’ascoltatore. Yanya si affida sia alla capacità di captare influenze stilistiche generando sonorità interessanti, che alla versatilità della sua voce, molto eterea e morbida, company.

Risentono di questo abbandono del superfluo anche i testi in cui la cantautrice butta sul tavolo le debolezze, le insicurezze e le fragilità.  Questo cambio di visione ha portato Yanya a lasciare indietro le influenze R&B del primo disco preferendo l’uso di chitarre che pescano a mani piene dagli anni ’90. La linea shoegaze è riconoscibilissima in midnight sunbelong with you, mentre i breakbeat impreziosiscono le melodie pop di the dealerPainless è un lavoro che cresce a ogni ascolto, realizzato con estrema consapevolezza da un’artista che ha saputo modellare l’essenziale con maestria e maturità.
(C.L)


COOL KIDS – BEFORE SHIT GOT WEIRD
(hip hop)

Il duo underground di Chicago torna oggi con un nuovo disco, Before Shit Got Weird, il primo ‘episodio’ di una trilogia che dovrebbe uscire interamente entro marzo 2022. L’album contiene 21 brani in cui Chuck Inglish e Sir Michael Rocks collaborano fra gli altri con Skit, Chance The Rapper, Don Cannon. Il disco è stato realizzato in pandemia e ovviamente ne è influenzato, le melodie sono comunque luminose, la produzione di Chuck mantiene la familiarità con le sonorità modellate da bassi e synth, le rime di Rocks sono modellate alla perfezione su queste texture sonore. Il tutto è arricchito da sample e loop fluidissimi ed eleganti. Il disco è ricchissimo, 21 pezzi sono veramente molti e necessitano di un ascolto ben mirato, soprattutto prima dell’uscita degli altri due capitoli che speriamo siano interessanti come questo.
(C.L)


THE WEATHER STATION – ‘HOW IS IT THAT I SHOULD LOOK AT THE STARS
(indie-folk)

The Weather Station, progetto della talentuosa Tamara Lindeman, ritorna sulle scene a poco più di un anno dall’ultima uscita: ma il nuovo lavoro, How Is It That I Should Look at the Stars, non ha l’aria di un progetto frettoloso. Dei lavori del gruppo è quello che piedi tutti si immerge nella delicatezza del folk e in un sound spartano, che richiama alle radici illustri dellamusica alternativa.

La sensibilità per l’atmosfera della prima Kate Bush si mischia con l’amore per la natura dell’ultima Tori Amos, combinandosi con la passione per l’introspezione dell’alternativa corrente, tra Phoebe Bridgers ed The Japanese House. How Is It That I Should Look at the Stars può essere apprezzato singolarmente o come opera compagna di Ignorance, l’ultimo album della band pubblicato nel Febbraio dell’anno scorso: basta che sia accompagnato da una tazza di tè caldo, una notte silenziosa e un sacco di pensieri.
(F.Z)


BAND OF HORSES – THING ARE GREAT
(indie rock, indie folk)

A sedici anni dal debutto discografico, i Band of Horses sono tornati con un nuovo album. La band originaria di Seattle ma di stanza ora nella Carolina del Sud, hanno confezionato un disco perfetto sotto ogni punto di vista. In primis, tutte le canzoni inserite all’interno di Thing are Great dimostrano una coerenza impeccabile, e tutte, sono suonate divinamente bene. Nell’album aleggiano acute riflessioni sui terribili periodi che l’umanità ha dovuto sopportare nel corso di quest’ultimo infame biennio.

Things Are Great è l’uscita più intima della carriera dei Band of Horses, la sua schietta e al contempo la sua intensità artistica lo mantengono costantemente gradevole dall’inizio alla fine. Sebbene i loro giorni di gloria possano essere o meno alle loro spalle, Bridwell e soci sono riusciti a ritagliarsi uno spazio in questa generazione così piena di artisti e novità e la loro eredità è stata ora assicurata anche con questo ennesimo buon disco.
(G.A)


GUIDED BY VOICES – CRYSTAL NUNS CHATEDRAL 
(indie-rock)

Le generazioni di musicisti hanno ancora bisogno di questi riferimenti, noi, nostalgici ascoltatori abbiamo ancora bisogno dei Guide By Voices. La band, dopo aver dato alle stampe due album in un anno torna con un nuovo disco. Chrystal Nuns Chatedral è un esempio, perfetto, di come si realizzi musica rock. Se Robert Pollard alza la posta ancora una volta con un disco hi-fi indie rock perfetto, il produttore interno Travis Harrison  offre la produzione più colta possibile, imbastendo delle meravigliose tracce in un disco che è già diventato argomento di discussione in questa settimana di uscite.

L’album non ha un calo e scorre in un flusso pressoché lineare. Su dodici canzoni vi suggeriamo l’ascolto, immediato, di Birds in the Pipe (figlia degli Hüsker Dü) autentica pietra miliare di questa nuova stagione musicale che vede, ancora una volta, protagonisti, questi indomabili e sopraffini artigiani del suono. 
(G.A)


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