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Le migliori uscite discografiche della settimana – 28 febbraio –

 

16:50:17  – 28/02/2020

Abbiamo da analizzare una settimana all’insegna dell’elettronica e delle promesse indie rock. In questo numero vi raccontiamo di Caribou, tornato in grandissima forma con un nuovo lavoro e di Tycho, giunto al sesto album in carriera. Continuando con la nostra  rassegna, vi raccontiamo del nuovo (centratissimo) album di Soccer Mommy, e di due dischi squisitamente indie-pop: il ritorno in pista dei Real Estate e lo zuccheroso album firmato Grimm Grimm. Vi consigliamo infine un disco “noir” jazz sperimentale realizzato dai Pulled By Magnets. 

a cura di Giovanni Aragona, Patrizia Cantelmo, e Vincenzo Papeo

 

CARIBOU – SUDDENLY
(indietronica, IDM)

L’artista canadese Dan Snaith continua la propria attività creativa esplorando nuove forme stilistiche. Fortemente evocativo in quasi tutti i passaggi del disco, il cantato di Snaith è la novità di questo nuovo episodio. La componente fortemente IDM fa da contorno ad una cifra stilistica, incline al cantautorato, in grado di penetrare forma e materia.
(V.P)

 

 

SOCCER MOMMY – COLOR THEORY
(indie-rock)

Andiamo spediti nel dirvi immediatamente che questo è un gran disco. Il registro però sembra essere cambiato rispetto al passato. La stessa musicista era stata chiara sulle sue intenzioni di trasmigrare il suo progetto, e i suoi suoni, a un pubblico più mainstream – citando addirittura Taylor Swift e Avril Lavigne come ispirazioni. Questa non è una critica, anzi. Questa seconda prova in carriera è molto più intrigante rispetto al suo esordio e denota una forte crescita generale. Un disco che piacerà a più persone e che porterà, in definitiva, questa cantautrice dalla nicchia al mainstream, riscuotendo pareri positivi dai “nonni rock” ai “nipoti indie”.
(G.A)

 

TYCHO  – SIMULCAST
(downtempo)

L’ottimo album Weather del 2019 deve aver scosso qualcosa nell’universo stilistico di Tycho, noto artista californiano giunto alla sesta prova in studio. Simulcast è un altro modo di concepire l’album precedente, in cui i frammenti strumentali e i campionamenti elettronici prendono il sopravvento sullo spettro lirico già in essere in Weather. E così si offre maggiore spazio alla dinamicità del pensiero tra tanti scenari, tutti da esplorare a  occhi chiusi. Le tonalità chillwave coloratissime e derive ambient sono in grado di fiondare l’ascoltatore in un mondo multidimensionale. Tra le più belle rivisitazioni del disco è doveroso citare Easy e la splendida Weathe.
(V.P)

 

 

REAL ESTATE – THE MAIN THING 
(indie-pop, psych pop)

La band di Martin Courtney compie dieci anni di attività e sforna il quinto disco, il secondo dalla fuoriuscita di un membro importante come il chitarrista Matthew Mondanile, vicenda spiacevole che la band è però riuscita a superare. The Main Thing è un disco che non regala grosse sorprese ma che non fa rimpiangere più di tanto i loro migliori momenti (“Atlas” e “Days”) complice anche il ritorno in fase di produzione del già rodato Kevin McMahon. E che sposta sempre di più le atmosfere della band dall’immaginario jangle-pop dei Sixties, a quello synth-pop degli Eighties, mantenendo inalterata la loro essenza psych. Le chitarre ipnotiche si sentono meno, il suono è meno scintillante che in passato, i testi rimangono nostalgici, ma il valore del disco si rivelerà – come sempre, per le loro produzioni – sulla lunga distanza.
(P.C)

 

 

GRIMM GRIMM – GINORMOUS
(indie -pop, Dream Pop, noise-dub)

Un indie-pop sano, zuccheroso e genuino. Questa cantautrice che ha tanto frequentato il nostro paese di recente, continua nel suo processo di crescita sviluppando trame sonore sempre interessanti e ben costruite. I riferimenti sonori sono ampi e vari, su tutto e tutti i Mercury Rev e My Bloody Valentine concentrati in un pop mai banale. Un noise – dub delicatissimo, da ascoltare sotto le coperte. 

 

 

 

PULLED BY MAGNETS – ROSE GOLDEN DOORWAYS
(jazz contemporaneo, experimental, minimalista, jazz experimental)

Se da una parte attese, ed aspettative, erano giustamente indirizzate verso altri lidi, dobbiamo attestare che questo sbarco sonoro, avvenuto quasi per caso, ci ha stupito come poche volte in questo 2020. Questo è un sestetto che che suona una contaminazione smisurata di generi ed è capace di farti restare incollato a questi suoni in totale apnea. Sfrutta l’attitudine rock per camuffarlo in musica ambient raffinatissima.  Sottili suoni spirituali di un jazz sperimentale che vi lascerà letteralmente senza fiato. Glenn Branca e La Monte Young sono vivi. Interessantissimo. 
(G.A)

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