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Le migliori uscite discografiche della settimana| 23 settembre 2022

In questo numero di uscite discografiche della settimana abbiamo ascoltato gli Editors, i Verdena, gli Iceage, Tim Burgess, Alex G, The Comet is Coming, Nils Frahm, The Soft Moon, gli Sports Team, i Buzzcocks, Beth Orton e Maya Hawke

a cura di Giovanni Aragona, Stefano Bartolotta, Patrizia Cantelmo, Chiara Luzi, Cristina Previte e Flaminia Zacchilli

10:16:35  – 23/09/2022



VERDENA – VOLEVO MAGIA
(art-rock)

Finora, possiamo dire che la carriera dei Verdena ha avuto due fasi. La prima, dal debutto a “Requiem” ha visto il trio alle prese con un’evoluzione artistica costante e coerente, mentre la seconda, quella dei due doppi album “Wow” e “Endkadenz”, è stata caratterizzata dalla voglia di prendersi il maggior numero possibile di sfide e di rischi. Ora, forse, questo “Volevo Magia” inaugura la terza fase, quella in cui la band se ne frega di tutto e si diverte. Proprio così: queste 11 canzoni sono lo specchio di tre musicisti navigati che giocano con le proprie influenze e pensano a stare bene.

Non c’è, infatti, una visione unitaria, ogni canzone ha riferimenti chiarissimi e molto spesso diversi; solamente verso la fine c’è un po’ di compattezza in più. Inoltre, i testi sono ancora più volutamente insensati del solito, e anche questa scelta può essere vista come la voglia di fare quello che piace, senza dover e voler rendere conto a nessuno. In definitiva, i Verdena sentono di non aver più nulla da dimostrare e di potersi prendere la libertà di scrivere canzoni, suonarle e lavorare agli arrangiamenti per il puro piacere di farlo. Poi certo, col talento che hanno, l’ascolto risulta gradevolissimo e coinvolgente.
(S.B)


TIM BURGESS – TYPICAL MUSIC
(indie-pop)

Più passano gli anni, meno Tim Burgess riesce a stare fermo, e così, stavolta, il leader dei Charlatans ha esagerato, pubblicando il proprio sesto disco solista come un doppio album con 22 canzoni e un’ora e mezza di durata. Il disco è stato suonato con Tightpulsandra (Julian Cope, Spiritualized) e Daniel O’ Sullivan (già membro della live band di Tim) e mixato da Dave Friedmann, e non stiamo menzionando questi nomi per riempire spazio, ma per far capire che già con essi è facile capire di che disco si tratti.

Ci sono leggerezza, armonie, spontaneità, attitudine pop, con quel tocco di simpatica psichedelia che rende il tutto tremendamente accattivante. Rispetto agli altri dischi di Burgess, c’è meno varietà, nonostante l’alto numero di canzoni, ma il lavoro scorre sempre benissimo per tutta l’ampia durata, e l’ascoltatore non smette mai di sorridere e di tenere lontano il cervello dalle preoccupazioni. Tutto ciò avviene grazie all’ottima ispirazione compositiva e alla perizia con cui sono state realizzate le canzoni. Questo disco rappresenta certamente un ottimo modo per rinfrancarsi lo spirito senza rinunciare alla qualità.
(S.B)


MAYA HAWKE – MOSS
(indie-pop)

È il momento di Maya Hawke. La figlia della power couple Ethan Hawke e Uma Thurman è sulla cresta dell’onda con il suo nuovo film Do Revenge: ottimo momento per lanciare anche la sua carriera nella musica. Ecco che arriva MOSS, secondo album della giovane, che – come i suoi film – spopolerà senza dubbio con le fasce giovani. “Non mi serve che nessuno mi faccia del male/posso farlo da sola”. La Maya Hawke cantante è una sadgirl archetipale, con il disincanto adolescenziale che ha creato imperi per Olivia Rodrigo, Willow Smith e Billie Eilish. Meno rivoluzionario, però, e molto meno sperimentale. Una ragazza da sola in una stanza buia, con la sua chitarra e la sua autostima in caduta libera. E non siamo forse, tutti quanti, stati in quella situazione?
(F.Z)


EDITORS – EBM
(indie-rock, post-punk, alternative-rock)

 
EBM, è il sesto album degli Editors, e conferma, la tendenza al cambiamento e alla ricerca sonora a partire già dal suo titolo: acronimo di Editors e Blanck Mass, nuovo componente nella band, ma anche un riferimento alla Electronic Body Music. Le nuove sonorità mescolate con il loro inconfondibile sound, creano un mix di rock elettro-industriale, indie-rock, new wave e a qualche goccia di psichedelia.  EBM purtroppo non è il miglior disco degli Editors, ma è comunque un buon prodotto se consideriamo l’evoluzione della band durante gli anni, sanno stare al passo con i tempi, ma rimanendo sempre sé stessi. Per i fan e non, se incuriositi nel vederli live, segnatevi le due date italiane.
(C.P)

ALEX G – GOD SAVE THE ANIMALS
(indie-rock, folk, alternativa)

Alex G è un artista che ha sempre giocato egregiamente con i generi e gli arrangiamenti, non poteva sottrarsi ad una nuova partita nel suo disco in uscita oggi. God Save the Animals, nono lavoro in studio, è un piacevolissimo viaggio sonoro, in cui le radici folk e rock si mescolano a sperimentazioni sonore che viaggiano al limite dell’estratto, Blessing.

Il risultato è un lavoro luminoso, in cui Giannascoli racconta della fede, sia essa in Dio o negli animali, che in fin dei conti sono molto più spirituali di certi esseri umani. Convivono alla perfezione distorsioni sonore,  vocali (l’auto tune è senza dubbio ben utilizzato) S.D.O.S e chitarre melodiche. Interessante la linea melodica di Runner che in automatico riporta a canticchiare Runaway Train dei Soul Asylum. I brani hanno un impianto solido, Alex G riesce con grande semplicità a governare questa sovrabbondanza di texture sonore regalandoci un disco che è un totale atto di devozione, non solo verso la natura ma soprattutto verso la musica.
(C.L)


ICEAGE – SHAKE THE FEELING: OUTTAKERS & RARITIES 2015 -2021
(post-punk, rock)

Non è raro che ad un certo punto della loro carriera gli artisti abbiano la necessità di condividere materiale rimasto accantonato. Sono arrivati a questo momento anche gli Iceage che pubblicano oggi la loro prima raccolta di outtakes e rarità. In realtà Shake The Feelings può essere considerato un disco di inediti perché la band danese ha raccolto in questo lavoro quasi tutti inediti che abbracciano un periodo di tempo che va dal 2015 al 2021.

Fra i dodici brani sono nascoste due cover, una singolare versione di My Mule di Abner James e la cover di I’ll Keep It with Mine di Bob Dylan. I brani hanno tutti una fortissima energia, si respira a post punk in quasi tutto il disco fatta eccezione per le due cover e il brano di chiusura, una versione acustica e commovente di Shelter Song, che sprigiona avvolgenti vibrazioni blues. Shake The Feelings è un buonissimo lavoro che i fan della band apprezzeranno sicuramente.
(C.L)


SPORTS TEAM – GULP!
(indie-rock)

La magia del primo album, accompagnata da sorpresa mescolata a pura e sana sfrontatezza, si è smarrita e gli Sports Team si sono limitati, in questo secondo album in carriera, al compitino. Come secondo album, ‘GULP!’ è lontano anni luce da qualsiasi colpo di scena o sperimentazione. Gli Sports Team sono una band da vedere dal vivo per essere ritenuta credibile, e in studio, abbiamo notato che, fa fatica ad alimentare entusiasmi. Gulp non è l’album che rimarrà o scriverà alcuna storia  ma offre un sacco di nuove munizioni per il festival estivi.
(G.A)


BETH ORTON – WEATHER ALIVE
(songwriting, folktronica)

Come Beth Orton riesca a creare un’alchimia perfetta fra diversi elementi quali folk, r’n’b, electro e soul rimane una mistero degno delle più antiche leggende di stregoneria. La sua musica per semplicità definita “folktronica” continua ad ammaliare anche al suo ottavo capitolo: “Weather Alive” é un disco incentrato su piano e voce, intimista, dotato di una grazia luminosa che affonda le sue radici nello scorrere naturale del tempo e della vita, come in un incantesimo in cui l’armonia delle composizioni sembra ricomporre ogni inquietudine esistenziale. Intimismo legato anche alla modalità di realizzazione, essendo interamente composto e registrato nel suo studio di Londra, anche se non mancano le collaborazioni quali il batterista Tom Skinner (The Smile, Son’s of Kemet), Shahzad Ismaily e il bassista Tom Herbert.
(P.C)


THE COMET IS COMING – HYPER-DIMENSIONAL EXPANSION BEAM
(nu jazz, jazz fusion)

Ad ogni uscita dei The Comet is Coming l’ascolto d’un fiato di un loro lavoro è d’obbligo. Il trio jazz sperimentale con sede a Londra è alimentato al solito da una sottocorrente di energia repressa. Guidati da elettronica tremolante, battiti svolazzanti e groove mutevoli, questo disco è il miglior lavoro per piste da ballo che potremmo sentire nell’ultimo rave prima della fine del mondo. Hyper-Dimensional Expansion Beam funge sia da colonna sonora che da balsamo per il caos globale in cui ci troviamo attualmente. È indiscutibilmente il disco più ballabile nel loro catalogo, ma anche, a modo frenetico, il più vero e autentico. Superlativi.
(G.A)


BUZZCOCKS – SONICS IN THE SOUL 
(punk-rock)

Il giorno dell’annuncio del ritorno in pista dei Buzzcocks orfani di Pete Shelley, un misto di incertezza ha invaso le nostre menti. Tuttavia, Steve Diggle, che è stato il chitarrista dal 1976 in poi, ha deciso di tornare a distanza di quattro anni dalla del suo compagno musicale.   Sonics in the Soul del 2022 viene pubblicizzato come un album dei Buzzcocks, e insieme a Diggle, presenta il bassista Chris Remington e il batterista Danny Farrant, entrambi con il gruppo dal 2014. Piuttosto che trovare un sostituito di Shelley, Diggle gestisce la voce e scrive le canzoni, e ha fatto entrambe le cose in modo pregevole. 

Sonics in the Soul non è il lavoro dei Buzzcocks come li abbiamo conosciuti; e in fondo come potrebbe esserlo? Questo disco è una perfetta pennellata di un musicista restato all’ombra per molto tempo. Un punto di vista diverso ma al contempo interessante. Sempre dal cuore punk.
(G.A)


THE SOFT MOON – EXISTER 
(post-punk, dark wave)

Possiamo praticamente dare il merito a Luis Vasquez per aver riportato il genere post-punk darkwave dai morti. Il clacciamento delle influenze krautrock che sbattono sulle porte degli anni 2010 potrebbe essere stato facilitato da artisti del calibro di Iceage e Preoccupations, ma Vasquez ha dato il via all’intero movimento alla fine degli anni 2000 come The Soft Moon. Exister riesce a dipingere un ritratto della disperazione dell’artista ma il risultato finale non è soddisfacente. Troppi elementi slegati tra loro senza un vero filo conduttore. Peccato.
(G.A)


NILS FRAHM – MUSIC FOR ANIMALS 
(ambient)

Dieci brani lunghi ed intensi per un lavoro psicologico e a tratti dispotico. Music for Animals di Nils Frahm è un lavoro di tre ore destinato a evocare un’esperienza simile a passare del tempo nella natura e fissare la flora o i corpi idrici. La musica ambientale è generalmente usata come colonna sonora per dormire o meditare. ma in Music for Animals funziona anche come esperienza attiva. Frahm crea rocce, onde, vento e fiumi e il risultato abbraccia l’atmosfera dell’ambiente circostante. Una sorta di esperienza sensoriale da vivere non da ascoltare semplicemente.
(G.A)


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