24/06/2024
In questa settimana di uscite discografiche della settimana abbiamo ascoltato il gradito ritorno degli Everything But the Girl, Alfa Mist, Rose City Band, Lael Neale, Svntax Error, il noise targato Merzbow e il nostrano Lucio Corsi.

In questa settimana di uscite discografiche della settimana abbiamo ascoltato il gradito ritorno degli Everything But the Girl, Alfa Mist, Rose City Band, Lael Neale, Svntax Error, il noise targato Merzbow e il nostrano Lucio Corsi.

11:00:36  – 21/04/2023

a cura di Giovanni Aragona, Stefano Bartolotta e Chiara Luzi



EVERYTHING BUT THE GIRL – FUSE 
(Sophisti-Pop, Downtempo, Deep House)

Un ritorno tanto atteso per il duo londinese composto dalla coppia (anche nella vita privata) Tracey Thorn e suo marito, produttore/chitarrista/tastiere Ben Watt. Questo 11° album, il loro primo in 24 anni, era un progetto pandemico, qualcosa che erano riluttanti a chiamare un ritorno dell’EBTG fino a quando, circa otto tracce, si sono resi conto che una miccia era stata accesa. È un aggiornamento maturo sul loro suono della metà degli anni ’90, pieno di vita e lezioni in studio raccolte dall’ultimo quarto di secolo e oltre.

Entrambi 60 enni, Watt e Thorn in  questa opera hanno la capacità di restare agganciati alle tendenze attuali ma abbastanza esperti da non inseguirle, espandendosi e modificando delicatamente le idee che hanno aperto la strada nel corso della loro carriera. Precisiamo una cosa: Fuse non è un viaggio retro nostalgico, ma è un lavoro glitch pop palpitante e arioso capace di catturare perfettamente l’atmosfera elettronica malinconica che rende la loro musica così avvincente e intrigante. Questo è un ritorno importante nella storia del pop. Se sei un vecchio fan, è il lavoro che ti farà tornare ai tempi migliori; se sei un nuovo ascoltatore, occorrerà solo immergersi in questo meraviglioso viaggio.
(Giovanni Aragona)


LUCIO CORSI – LA GENTE CHE SOGNA
(glam rock)

Al quarto disco in nove anni, l’artista maremmano trova la propria definitiva maturazione e propone canzoni basate su un equilibrio tanto improbabile quanto elettrizzante fra Marc Bolan e il primo Bowie da un lato e la tradizione della canzone italiana dall’altro. Il disco è curatissimo in ogni minimo dettaglio, a partire da arrangiamenti sgargianti che rimandano chiaramente al glam degli anni Settanta, con stratificazioni e armonie non solo perfettamente orchestrate, ma anche fatte in modo che il suono risulti fresco e moderno e non certo passatista.
Il secondo aspetto più importante è quello dei testi, sempre evocativi come Corsi ci ha abituato fin dall’inizio, ma stavolta in modo decisamente più credibile e adulto, in perfetta associazione con l’alto profilo musicale. Inoltre, le melodie sono tutte ben centrate e impeccabili, e il livello di varietà è ottimo, con differenti declinazioni, tutte azzeccatissime, di quanto raccontato finora. In definitiva, questo è un assoluto e totale capolavoro.
(Stefano Bartolotta)

ROSE CITY BAND – GARDEN PARTY 
(country rock, psych rock)

La Rose City Band continua con il suo processo competitivo basato sul country rock psichedelico spensierato. La band pubblica oggi Garden Party, una celebrazione sonora che anticipa di qualche mese i lidi e l’estate. In questo disco vengono nuovamente proposte delicatissime chitarre e assoli stretti avvolti intorno a una sezione ritmica a dondolo. In sintesi: la chiave sonora perfetta per un disco rilassante e senza grandi sforzi mentali. La musica della Rose City Band funziona bene perché è generata da uno sforzo comune, in cui ogni musicista è in grado di farsi avanti e presentare le proprie abilità visionarie. Gradevole ma a giorni alterni.
(Giovanni Aragona)


SVNTAX ERROR – THE VANISHING EXISTENCE  
(post rock)

Una delle segnalazioni più interessanti che vi suggeriamo oggi è senza ombra di dubbio la nuova scorribanda degli australiani Svntax Error. La band rende disponibile, tramite Bird’s Robe Records, “The Vanishing Existence” che segue il loro disco di debutto ben accolto “Message”.  Più che un disco sembra di stare all’interno di Matrix: prendete la giusta pillola e intraprendete un viaggio cyberpunk glitch-out all’interno degli inferi dell’oscuro. Il disco tra influenze che spaziano da Mogwai, The Cure, Nick Cave, The Dirty Three, tramutando il tutto sotto il segno del post rock. Bello.
(Giovanni Aragona)


MERZBOW – CATalysis
(drone, noise)

Cinque brani spalmati in più di un ora di deliri sonori, drone, noise e oscurità. Questo ennesimo lavoro in studio di Merzbow ha tanto il sapore della produzione affidata a un generatore di rumori suonati da Kenneth Anger, ma l’artista ci ha ben abituati a questo genere di progetti. Questo disco è un lento e terrificante sguardo su come le scorie del mondo moderno rispecchino le nostre vite. Una spirale di orrore e di cruda verità messa in musica.
(Giovanni Aragona)


LAEL NEALE – STAR EATER DELIGHT 
(Singer-Songwriter, Indie Folk, Indie Pop)

Lael Neale è una delle migliori artiste in circolazioni e anche questo nuovo disco lo dimostra. L’intelaiatura sonora  si basa, anche questa volta, sul folk del precedente album, Acquainted With Night del 2021, ma qui l’artista lascia il posto a strade inaspettate che trovano Neale fiduciosamente a cavallo tra la poesia punk, i ritmi di synth New Wave, i riff di chitarra surf e testi d’altri tempi. Un disco/ fotografia dei tempi, con il cuore che pulsa ’60, la cattiveria degli anni ’70 e una grinta proto punk da vendere.
(Giovanni Aragona)


ALFA MIST – VARIABLES
(contemporary jazz, R&B)

La poetica sonora di Alfa Mist si muove da sempre tra piani paralleli derivanti dalla medesima radice, ma diversi fra loro. In Variables, suo quinto lavoro in studio, il rapper e polistrumentista inglese continua ad utilizzare questo approccio espressivo dando vita a contaminazioni stilistiche ben calibrate. Partendo dal jazz puro, Foreward, Alfa Mist costruisce paesaggi malinconici, regalando all’ascoltatore un senso di pace e serenità.

Ascoltando Variables si ha l’impressione di galleggiare sul suono, non ci sono scossoni ma continue variazioni di panorama e colori. R&B e afrobeat sono le altre due colonne portanti di questo lavoro arricchito dalle collaborazioni di Kaya Thomas-Dyke, Aged Eyes, e Bongeziwe Mabandla che in Genda (Go Away) guida l’ascoltatore dentro ritmiche afro beat. È sul finale però che l’album raggiunge il momento migliore: 4th Feb (Stay Awake) è il perfetto compendio di jazz, elettro beat e hip hop, è qui che si riflette maggiormente l’influenza che personaggi come Madlib e J Dilla hanno avuto nel costruire l’anima poliedrica di Alfa Mist. Questo album è un lavoro pregevole e godibile che sicuramente sarà apprezzato anche da chi si avvicina a questo artista per la prima volta.
(Chiara Luzi)


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