24/06/2024
Calda settimana dal punto di vista climatico, alquanto temperata dal punto di vista delle uscite discografiche. In questo numero vi suggeriamo l'ascolto di Porridge Radio, degli Everything Everything, di Lykke Li e degli interessanti Cola. 

Calda settimana dal punto di vista climatico, alquanto temperata dal punto di vista delle uscite discografiche. In questo numero vi suggeriamo l’ascolto di Porridge Radio, degli Everything Everything, di Lykke Li e degli interessanti Cola

a cura di Giovanni Aragona, Stefano Bartolotta e Chiara Luzi

12:25:06  – 20/05/2022



PORRIDGE RADIO – WATERSLIDE, DIVING BOARD, LADDER TO THE SKY 
(art-pop, songwriting)

Dopo che il procedente “Every Bad” ha aumentato esponenzialmente la notorietà del progetto guidato da Dana Margolin, questo disco, sulla carta, avrebbe potuto mettere sotto pressione l’artista di Brighton, e invece questo terzo lavoro a nome Porridge Radio rappresenta un altro centro pieno e un probabile ospite fisso nelle Top 10 di fine anno.
Margolin e i suoi, infatti, continuano a mettere in mostra un’esplorazione delle dinamiche relazionali lucidissima e senza filtri e, rispetto al passato, la forma musicale sempre più ordinata non toglie nulla all’intenso realismo di questa fantastica proposta musicale. La combinazione tra la parte musicale, il timbro vocale e i testi è sempre più centrata e micidiale, e per l’ascoltatore è impressionante assistere al modo in cui qualcun altro racconta senza fronzoli e con tremenda efficacia cose che probabilmente ognuno di noi pensa di aver provato solo nel proprio intimo e che nessun altro possa capire.
Ma siamo tutti esseri umani, e, così come sorridiamo quando vediamo gli adolescenti che cercano di essere più furbi di noi adulti, dimenticandosi che abbiamo avuto quell’età prima di loro, allo stesso modo, con diversi anni in più sulle spalle, non capiamo che è inutile tener segrete delle cose che, probabilmente, hanno provato anche tanti altri. Dana non tiene segreto nulla e noi rimaniamo a bocca aperta domandandoci “… ma quindi, anche lei…” e arrivando alla conclusione che, se anche lei ha passato e sta passando certe cose, probabilmente sta succedendo a moltissimi altri membri della razza umana.
(S.B)

COLA – DEEP IN VIEW
(post-punk)

Il 3 novembre dello scorso anno vi avevamo dato la notizia dello scioglimento degli Ought. La band post punk canadese formata nel 2011, aveva prontamente riversato forze e idee in un nuovo progetto chiamato Cola. La nuova band vede in formazione gli ex Ought Tim Darcy e Ben Stidworthy, supportati alla batteria da Evan Cartwright (U.S.Girls). La band aveva pubblicato lo scorso anno un primo singolo Blank Curtain, ed oggi, finalmente possiamo godere di questo esordio in tutta la sua interezza. 

Il disco è gradevole e, al contempo graffia nei punti giusti. Elementi jazz spolverati qua e la e punk sbarazzino, infarciscono un lavoro non memorabile ma di sicuro buona fattura. Tiriamo le somme senza prescindere dalla genesi: la fine di una delle band post-punk più creative e lungimiranti dell’ultimo decennio è presumibilmente avvenuta. I Cola potrebbero quantomeno concedere altri spunti interessanti, si spera.
(G.A)


LYKKE LI – EYEYE
(art pop)

Lykke Li ha definito il suo nuovo album Eyeye “il lavoro più intimo fino ad oggi”, e, vista la carriera basata sulla persona e sulle fragilità, è una notizia. Quinto disco e nuovo affondo nelle intricate tematiche sentimentali.  Le composizioni sono ariose e delicate, la registrazione ruvida aggiunge trame in profondità nel mix. Anche la sua scrittura di canzoni è forte come sempre.

Nonostante la sottile tracklist di sette canzoni, Eyeye è concettualmente il suo album più ambizioso. Il disco è accompagnato da video di sette minuti che si intrecciano in una storia più ampia. Lykke Li si è sempre sentita vicina al mondo del cinema. I suoi video musicali sono ambiziosi e ha recitato in film tra cui Song to Song di Terrence Malik e ha fatto musica con David Lynch. Ma la musica di Li si è spesso cinematografica nelle sue emozioni e nei dettagli travolgenti, senza bisogno di effetti visivi. È un progetto ambizioso che è interessante ma alla fine sembra secondario rispetto alla musica. Il giudizio definitivo? vi sapremo dire dopo aver ascoltato, e visto, quest’opera dal vivo.
(G.A) 


EVERYTHING EVERYTHING – RAW DATA FEEL
(art pop)

Gli Everything Everything tornano oggi in scena presentando il loro sesto album in studio: Raw Data Feel. Il titolo è rivelatore della centralità che il computer, anzi l’Intelligenza Artificiale, assume in questo nuovo lavoro. Per scrivere le liriche il frontman Jonathan Higgs è ricorso all’aiuto di un bot AI che ha riempito informazioni random: nozioni di Filosofia Cinese, termini e condizioni d’uso di LinkedIn, parti di Beowulf e più di 40.000 commenti presi da diversi forum di internet. L’AI ha tirato fuori da questo calderone delle combinazioni, alcune sono state inserite da Higgs nei testi di Raw Data Feel.

Ora, siamo ben lontani dal dire che un AI possieda empatia tale da poter creare canzoni perfette, ma alcune cose sono veramente interessanti. Anche la melodia ha, ovviamente, un ruolo centrale e in questo il quartetto di Manchester risulta essere in ottima forma. Raw Data Feel infatti è un buonissimo lavoro, dove i synth regnano incontrastati per creare sonorità energiche e gioiose, Bad Friday, Cut UP! . È quasi impossibile non ballare assecondando i loop che modellano brani come I Want A Love Like This. E quando i synth lasciano il posto a melodie malinconiche, Leviathan, il risultato è poetico, in perfetta linea col concept del disco. La voce di Higgs è il legante che con passione unisce ogni singolo brano e la band è ottimamente ispirata. Il risultato è uno dei loro album più interessanti prodotti fino ad ora.
(C.L)


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