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Le migliori uscite discografiche della settimana| 2 aprile

Accattivante settimana di uscite discografiche con in cima alle nostre preferenze i Dry Cleaning (nostra scommessa del 2021), e il ritorno in pista dei Godspeed You! Black Emperor giunti al loro settimo album in carriera. A seguire prestate molta attenzione a Ryley Walker, al danzereccio ritorno firmato La Femme, al garage dei Du Blonde e alla compilation hip-hop firmata Mello Music Group.

a cura di Giovanni Aragona, Patrizia Cantelmo e Chiara Luzi 



DRY CLEANING – NEW LONG LEG
(alt-rock, post-punk)

Una personale scommessa vinta dalla redazione di Infinite-Jest. Abbiamo puntato fortissimo su questa band nei mesi scorsi e, dopo aver consumato questo album d’esordio, possiamo tranquillamente ritenere vinta la nostra scommessa. Il quartetto britannico dei Dry Cleaning ha estratto dal cilindro il disco perfetto. La band ha esordito nel 2019 pubblicando un doppio EP ed oggi è (con il supporto di 4AD) arrivata la definitiva prova di maturità supportata da John Parish. 

Dieci brani simili a dieci cantici recitati alla perfezione dalla sensualissima voce di Florence Shaw costruiti da conversazioni criptate e accennate capaci di creare trame sonore squisite (Her Hippo, la nostra traccia perfetta). Signori, questa ragazza è probabilmente la miglior sorpresa del 2021: c’è sottigliezza e calore nella sua voce, c’è intenzionalità, forza, delicatezza e ritmo. La simmetria dei brani è perfettamente calcolata da respiri e sorprendenti cambiamenti vocali immersi tra linee di chitarra “vecchia scuola post-punk” e percussioni di batteria simili a meravigliose pennellate metafisiche come in un quadro di De Chirico. Per i più “stagionati” questo disco ricorderà tantissimo le produzioni firmate LTM Records, la storica etichetta post-punk (Tuxedomoon e Ludus) fondata da James Nice. Esordio da applausi.
(G.A)


GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR: G_D’S PEE AT STATE’S END!
(post rock)

La bellezza della decadenza, la speranza della rinascita. La fine e la resurrezione condensate in 52 minuti di eccellente musica. Il settimo disco in studio dei Godspeed You! Black Emperor è una lunga vibrazione che colpisce lo stomaco, tocca corde rese particolarmente sensibili dall’ultimo difficile anno fino ad arrivare a colmare gli occhi di luce e di speranza. G_d’s Pee AT STATE’S END!  è stato composto quando la band era ancora in tour, poi tutto si è fermato e i brani sono stati registrati a distanza. Questo ha ovviamente influenzato moltissimo l’evoluzione dell’album che si è caricato di grande significato politico.

Come più volte sottolineato dai  membri della band questo disco racconta l’attesa della fine di un mondo, soprattutto di una concezione di Stato, ormai al collasso e la sua conseguente rinascita. Gli otto brani sono costruiti secondo il tipico schema GY!BE, ci sono parti sospese, lenti crescendo che sfociano in tempeste sonore spesso violente. Pur essendo un linguaggio collaudato la band canadese riesce a creare atmosfere ipnotiche e poetiche.

L’imminente apocalisse la percepiamo nelle due lunghe suite, Military Alphabet e “GOVERNMENT CAME” in cui compaiono suoni di trasmissioni radio, ronzii, chitarre distorte e ruvide. La dissoluzione e le macerie sono intorno a noi, ci camminiamo in mezzo ma nonostante questo è percepibile l’arrivo di una nuova era, carica di giustizia e meraviglia. Meraviglia che ritroviamo in Fire at Static Valley e OUR SIDE HAS TO WIN, dove le chitarre si fanno maestose, sospese, le vibrazioni che emanano protendono verso la luce. La band canadese ha saputo regalarci una nuova speranza, sta a noi ora raccogliere questo segnale e ricostruire un mondo più giusto.
(C.L)


RYLEY WALKER – COURSE IN FABLE
(free-folk, psych – folk)

Essere un fuoriclasse non dev’essere facile e Ryley Walker negli ultimi tempi non se la stava passando benissimo: per fortuna il suo enorme talento sembrerebbe aver preso di nuovo il sopravvento, come testimonia questo suo nuovo lavoro solista: idealmente ci piace pensare che sia stato proprio il motore di una rinascita. I tempi del bellissimo Primrose Green sono lontani, se non altro dal punto di vista musicale: abbandonato ormai l’ambito più strettamente british-folk, Walker è nettamente immerso nel milieu della windy city Chicago.

Qui la produzione viene addirittura affidata a John Mc Entire (Tortoise) le cui influenze sono evidenti. Un lavoro molto ricco e policromo, difficile da catalogare sotto un’unica etichetta, in cui oltre alla matrice post-rock e ad echi prog si sente un’apertura verso melodie più ariose alla post-pop e inserti psichedelici e electro (ascoltatevi la splendida “Pond Scum Ocean”). Quello che lui stesso definisce il suo disco più indie-rock ma che prosegue nel solco del precedente, sterzando su ritmi più sincopati e seducenti, fin dai primi ascolti ci appare davvero notevole.
(P.C)


LA FEMME – PARADIGMES 
(electro-rock, dance rock, italo disco)

Poco da dire, nessuno oggi è in grado di condensare una così variegata scelta di sonorità differenti in un solo disco. La Femme è il disco di cui oggi, in periodi così bui e nefasti, abbiamo bisogno. Un disco brillante e allo tempo tempo elettrizzante capace di risollevare pantofolai e annoiati da quarantene verso autostrade ad alta velocità.

Quindici tracce intrise di luci lampeggianti di una metropoli di notte in una calda notta estiva. “Paradigmes” è un viaggio senza navigatore all’interno del quale bisogna perdersi. Tra dance punk, electro rock, tamburi, fischi riverberati, suoni di chitarra provenienti da un western di Sergio Leone, e Italo Disco, i La Femme ci hanno letteralmente tirato fuori dalla distopia da Covid-19. Grazie!
(G.A)


DU BLONDE – HOMECOMING
(garage rock, power pop)

Dietro il moniker Du Blonde si nasconde Beth Jeans Houghton ex voce degli Hooves of Destiny, band abbandonata nel 2012. Più che in qualsiasi precedente album targato Du Blonde, Homecoming offre anche un ventaglio di proposta più vasto. Supportata anche dall’amico Ezra Furman (presente in I’m Glad That We Broke Up) il disco spinge sull’acceleratore garage rock e a tratti sfocia anche nella gioia del power pop. Un album rock senza fronzoli e grandi orpelli, che spinge dritto al cuore degli appassionati più umili e sinceri. Energicamente grunge e a tratti martellante, tra velocissimi riff di basso e chitarre ’90 (in stile Pixies), vengono confezionate meteore rock molto interessanti da consumare in fretta (Ducky Daffy). Un disco da divorare.
(G.A)


MELLO MUSIC GROUP – BUSHIDO
(hip hop / R&B)

Il Bushido è un antico codice di condotta dei samurai in cui sono raccolte anche le norme militari  e morali a cui i guerrieri dovevano attenersi. Bushido è anche il titolo della nuova compilation targata Mello Music Group, una delle etichette indipendenti più importanti in ambito hip hop, in uscita oggi. A questo punto è lecito porsi una domanda: cosa unisce un antico codice samurai e un’etichetta musicale dell’Arizona? La risposta in realtà è semplice.

Questa compilation è una specie di codice dell’hip hop secondo la visione personalissima della MMG. Nei venti brani che compongono il disco è racchiusa l’idea di ciò che questo genere è ora e di cosa potrà diventare in futuro. La stesura dei codici e delle norme morali è affidata ad un incredibile numero di artisti che la label ha coinvolto. Si va dagli storici Apollo Brown, L’Orange e Odisee fino ad arrivare a The Alchemist, Joell Ortiz e Skyzzo, per un totale di più di venti artisti. L’album è ben congegnato, il suono è curatissimo, e ogni musicista scrive secondo il suo personale stile un pezzo di questo manoscritto hip hop. Vibes old school, jazz, rap si fondono a campionamenti eleganti e corposi. Più generazioni creano un ponte fra passato e futuro per creare un presente visionario.
(C.L)


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