16/06/2024
uscite discografiche
Una ricchissima settimana di dischi in uscita con in cima alle nostre preferenze Kate Tempest, Bruce Springsteen, Mndsgn e i giovanissimi Crumb

 

La settimana in corso ha consegnato al pubblico un volume smisurato di dischi. Abbiamo fatto una gran fatica a fare una selezione ma statene certi, abbiamo provato a garantirvi il meglio. In cima alle nostre preferenze, collochiamo l’urlo inquieto di Kate Tempest, la storia del rock Bruce Springsteen, quella del lo-fi Bill Callahan, i 15 minuti di Burial, l’EP danzereccio di Noel Gallagher e il delizioso disco del producer MndsgnAbbiamo selezionato, inoltre, altri tre dischi da divorare: Steve Albini ritorna in pista con gli Shellac, il disco collaborativo firmato dai Calexico e da Iron & Wine, e infine scommettiamo le nostre carte sull’interessantisismo sound dream prodotto dai Crumb. Buona lettura.

 

Kate Tempest – The Book of Traps and Lessons 

(poet, rap)

Kate Tempest preferisce parlare rimando. Ci riesce bene sin dai suoi esordi ormai datati 2011. Un disco pieno di pathos e intensità che fa riflettere per la perfetta costruzione semantica dei suoi testi. Ci piace definirla la Emily Brontë della musica, e forse non esageriamo.

 

 

Bruce Springsteen – Western Stars

(rock)

Il diciannovesimo album in studio del “Boss” potrebbe essere tranquillamente una perfetta colonna sonora di un film di Clint Eastwood. Un lavoro intimo di rara intensità ricco di ballad rock di altissima fattura. Una fotografia nitida di una società svuotata e alienata. Un disco che consegna alla storia recente del rock uno dei suoi migliori prodotti.

 

 

Bill Callahan – Shepherd in a Sheepskin Vest

(lo fi, alt folk)

Immaginiamo il buon Bill suonare seduto davanti al suo ranch immerso nel nulla. Pace interiore, country alternativo e lo fi per l’ex Smog. Abbiamo sentito ancora poco di questo nuovo disco, ma l’intensità che emana la sua voce e il movimento delle dita sulle corde della chitarra suscita sempre emozioni forti.

 

 

Burial – Claustro State Forest (EP)

(experimental)

A sorpresa, Burial ha presentato il suo EP in un modo molto originale. L’artista inglese, ospite della conduttrice Mary Anne Hobbs sulla BBC Radio 6, ha suonato le due uniche tracce di questo EP non aggiungendo, però, nulla alla sua nobilissima discografia. Per gli appassionati.

 

 

Noel Gallagher – Black star dancing (EP)

(electro pop)

Avete letto bene, cari lettori, si tratta di un EP elettro pop e, francamente, il giudizio è imbarazzante. Della vicenda –ormai lunga più o meno quanto gli episodi di Beautiful – dei fratelli Gallagher se ne parla da sempre, ma qui si tratta di un crocevia importante. Noel ha dichiarato di voler pubblicare “diversi EP” nel corso dei prossimi anni, mentre Liam ha annunciato un disco, e la forma del più piccolo dei fratelli è al top. Noel arranca, scalpita, balbetta e confeziona un disco di rara bruttezza.

 

 

Mndsgn – Snaxx

(electronic, experimental)

Mndsgn è un produttore americano di hip hop di origine filippina e ha esordito nel 2006. Abbandonate ora la dicitura hip hop e lasciatevi trasportare in un mondo meraviglioso fatto di arrangiamenti e progressioni di accordi perfette. Un prodigio dei campionamenti. Il disco perfetto per le serate in stile “Boiler Room”.

 

 

Shellac – The End of Radio 

(post hardcore)

Un contenitore formato disco che racchiude le Peel Sessions di una carriera. Steve Albini non merita di certo presentazioni, basta dire che è probabilmente uno degli “alternativi” più influenti della storia. Grinta, post hardcore, noise, bassi cavernosi e tante urla.

 

 

Calexico, Iron & Wine – Years to Burn 

(Folk Rock, Tex Mex)

Continua la collaborazione tra queste due scuole di pensiero musicali molto simili tra di loro. Il cantautore folk di Iron & Wine e il Tex Mex dei Calexico hanno sfornato un disco di cui abbiamo ascoltato solo i singoli e che, francamente, non ci hanno entusiasmato. Ma non è roba per noi. Forse voi riuscirete ad apprezzare questo disco tra una sdraio, un gigantesco ombrellone e questo album in cuffia.

 

 

Crumb – Jinx 

(dream pop)

Sono attivi dal 2016 e provengono da Boston. Hanno all’attivo due EP e questo è il loro debutto. Psichedelica anni ’60, jazz loose, dream pop e indie rock, semplicemente gradevolissimi. Abbiamo divorato questo disco e vi consigliamo assolutamente di ascoltarlo, non resterete delusi. Il gruppo su cui scommettiamo, in questa ricca settimana di uscite, sono loro. Bravissimi.

 

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