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Le migliori uscite discografiche della settimana| 1 ottobre

Primo numero di ottobre delle uscite discografiche della settimana. Abbiamo ascoltato i nuovi lavori di Pond, Tirzah, Strand of Oaks e la colonna sonora degli Explosions in the Sky

a cura di Giovanni Aragona e Chiara Luzi

12:46:34  – 01/10/2021



TIRZAH – COLOURGRADE
(elettronica, alternative soul)

Ci sono album di debutto così ben riusciti destinati a segnare il percorso di un musicista. Devotion di Tirzah, uscito nel 2018, rientra esattamente nella categoria di esordi con il botto. A questo punto la musicista inglese avrebbe potuto accomodarsi e proseguire su una via ben tracciata. Avrebbe ma non lo ha fatto, ha sterzato giusto un po’ e cambiato direzione. Da questa manovra è nato un secondo potentissimo lavoro, Colourgrade.

Composto durante il tour di Devotion e nel lasso di tempo intercorso fra la nascita di due bambini, questo disco abbandona i gentili ritmi R&B a favore di sonorità distorte e più oscure. Tirzah racconta la maternità e la vita nel loro più alto significato, Beating, attraverso modalità per nulla scontate. I brani sono strutturati su molteplici livelli in cui synth, distorsioni e disturbi riescono a creare melodie estatiche e piene di calore. Le spigolosità sonore, Colourgrade, Recipe, sono comunque scaldate dalla voce vellutata di Tirzah. Brani minimali, quasi vicini all’astrazione, Sleeping, Crepuscular Ray, si alternano ad altri disegnati da un morbidissimo trip-hop, Hive Mind. Il processo creativo di un artista non è mai lineare, è sfaccettato e pieno di incoerenze, Tirzah ha saputo incanalare questi nuovi stimoli trasformandoli in un lavoro sia riservato che audace. Sicuramente ben riuscito.
(C.L)



STRAND OF OAKS – IN HEAVEN
(folk rock)

Se siete alla ricerca un disco folk rock da ascoltare in questi giorni, eccone uno con tutti i crismi. L’ottavo lavoro in studio di Tim Showalter, l’uomo dietro Strand Of Oaks, è stato registrato lo scorso anno in Texas dove l’artista si è trasferito. Il disco è una lunga riflessione, ricca di riferimenti autobiografici, su amore, perdita, dolore, e sulla ritrovata sobrietà di Showalter. Non aspettatevi però un album troppo malinconico, l’eccezione è data dal brano di chiusura Under Heaven.

Il folk rock proposto da Strand of Oaks è estremamente positivo. La morte, nello specifico quella della matrigna e del suo gatto, diventa spunto per immaginare un luminoso aldilà, Jimi & Stan, e riflettere sulla bellezza di questa vita. Uno dei brani più interessanti, folk rock fino al midollo, è Somewhere in Chicago, una di quelle ballad perfette per un lungo viaggio solitario. Fra i vari ospiti del disco troviamo James Iha, Smashing Pumpinks, in Easter.
(C.L)


POND – ‘9’
(psych-rock)

Ci aveva incuriosito, e tanto, una recente intervista di Nick Allbrook, il leader dei Pond. L’artista aveva dichiarato che, dopo tre album di “psych-pop piuttosto raffinato” la band sentiva l’esigenza di creare qualcosa di più aggressivo”. Il nono album in studio dei Pond è decisamente un gran lavoro. Nove canzoni splalmate in 39 minuti di psych rock colmo di sintetizzatori e graffi noise interminabili di chitarre, in un lisergico gioco di psichedelia e indie rock. I Pond sono a cavallo tra la band perfetta da dance-club al palco del festival rock in stile Primavera Sound. Talvolta Tame Impala, spesso Django Django, in questo disco, pur non scoprendo nessuna carta nuova, dimostrano di saperci fare. Che sia un club o un grande festival, non vediamo l’ora di ascoltare questo bel disco.
(G.A)


EXPLOSIONS IN THE SKY – BIG BEND (SOUNDTRACK)
(post-rock)

Per i seminali Expolosions in The Sky sembra scontato arrivare ad un punto della carriera in cui inizi a creare musica per il cinema. La band pubblica Big Bend (An Original Soundtrack For The Public Television), raffinatissima  colonna sonora messa in piedi per l’omonimo documentario naturalistico della rete televisiva PBS dedicato alla natura selvaggia del Texas. Questo lavoro ha una maestosa capacità: farti già vedere, frame dopo frame, un documentario sulla natura.

Bravi gli Explosions in The Sky a congelare con maestria il tempo inghiottendo l’opera in un “climax” perfetto. Una colonna sonora potente capace di prendere già il sopravvento in una serie di scene girate al rallentatore tra distese, pietre, silenzi, gufi e alberi urlanti.. Quello che ne risulta è l’amore per il dettaglio e per i particolari. Big Bend è l’ennesimo bell’universo creato da questi veterani.
(G.A)


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