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Le migliori uscite discografiche della settimana – 1 maggio –

Il meglio delle uscite discografiche della settimana selezionate con cura dalla redazione di Infinite Jest. Buona lettura e buon ascolto.

12:49:54  – 01/05/2020


Uscite discografiche

Un maggio di speranza. Lentamente sembra che questo incubo stia scomparendo.

La serenità di questa giornata è scandita dalle note di ottimi dischi che abbiamo meticolosamente selezionato per voi in questo numero delle uscite discografiche.

Entriamo subito nel vivo raccontandovi dell’ottimo ritorno in pista di Ghostpoet, (a distanza di tre anni dal positivo Dark Days + Canapes) del secondo volume di cover firmato da Joas As Police Woman, del nuovo disco di Damien Jurado e dell’indie-rock dei Car Seat Headrest. Nel calderone della settimana finiscono anche i Diet Cig, il synth pop di Austra e Man Man. Buona lettura e buon ascolto.

a cura di Giovanni Aragona, Patrizia Cantelmo, Chiara Luzi e Vincenzo Papeo 


GHOSTPOET – I GROW TIRED BUT DARE NOT FALL ASLEEP
(alt rock, elettronica)

Il mondo musicale si è finalmente accorto di Ghostpoet. Dopo aver collezionato nomination ai Mercury Prize e aver, nel 2017, partorito uno dei migliori dischi dell’anno, tanta era la curiosità per questo nuovo album. Noi siamo di parte e da fan della prima ora ci sbilanciamo nel dirvi che Obaro Ejimiwe ha centrato in pieno con questo album. Un alt rock suonato magistralmente e ben arricchito da una generale intelaiatura testuale piena di simbolismi. Un disco che ha il sapore dell’effige e che posizionerà  definitivamente questo artista nell’olimpo dei “grandi”.
(G.A)


JOAN AS POLICE WOMAN – COVER TWO
(Rock/Soul/Pop)

Se ce n’era davvero bisogno, in questo secondo capitolo di dischi dedicati alle cover (il primo era del 2009) Joan Wasser ci ricorda quanta classe abbia come interprete. Per chi scrive, basterebbe anche solo scorrere la scelta dei pezzi per amarla: da Gil Scott-Heron ai Blur, da Prince ai Talk Talk passando per Outkast e Cass Mc Combs. Il consiglio è quello di premere play e lasciarvi sedurre dalla voce e dagli arrangiamenti con cui Joan rifà il vestito ad alcuni capolavori, senza quasi mai sfigurare. Su tutte, spicca una versione di On the Beach di Neil Young che sembra trasformarsi in un pezzo di Nina Simone.
(P.C)


DAMIEN JURADO – WHAT’S NEW, TOMBOY?
(indie-folk, americana)

Essere prolifici in tempi di musica liquida può penalizzare l’ascolto di ogni nuova uscita nel giro di pochi anni. Damien Jurado sembra non curarsene, nonostante la sostanziale omogeneità di genere e il minimalismo che caratterizza la sua corposa discografia. In questo nuovo lavoro, l’atmosfera generale si discosta poco dal precedente e continua a mettere al centro l’intimismo scarno, con maggiori innesti strumentali ma una dinamica di suoni quasi del tutto assente. Questo rende il disco adatto a palati che privilegiano la rarefazione dei suoni e la centralità della canzone: piccoli schizzi di introspezione magistralmente composti, come sempre, dal cantautore di Seattle, che sembra invitarci a rallentare per ascoltarlo.
(P.C)


CAR SEAT HEADREST – MAKING A DOOR LESS OPEN
(alt-rock)

Una produzione più curata in tutti gli elementi contraddistingue il ritorno di Will Toledo e dei suoi Car Seat Headrest. Il seguito ufficiale di Teens of Denial mostra, prima di tutto, quanto sia maturato Toledo nel corso degli anni. Se prendete ad esempio i suoi primissimi lavori, realizzati da solo e senza la Matador, vi sembrerà di ascoltare la versione futuristica della sua band in questo Making Door Less Open. Tanta elettronica, pezzi che individualmente si discostano dal low-fi pop per abbracciare una filosofia musicale più ricca e sofisticata. Tanti, infatti, sono i generi che si affacciano in questo disco, senza fortunatamente modificare la natura “contro” di Toledo, Katz e della loro band.
(V.P)


DIET CIG – DO YOU WONDER ABOUT ME? 
(indie pop, pop-punk)

Il secondo album in studio dei Diet Cig piace da subito. Frizzante, energico e vivace. Tutto è ben condensato in 47 minuti di sano pop punk che vi farà ballare in maniera forsennata. Non lasciatevi però ammaliare solo dalla musica, i testi dei Diet Cig non sono da meno. Racconti di vita quotidiana tra insicurezze e disagi generazionali. Seconda prova ampiamente superata.
(G.A)


MAN MAN – DREAM HUNTING IN THE VALLEY OF THE IN – BETWEEN
(experimental rock, alt rock)

Dream Hunting in the Valley of the In – Between arriva dopo un lungo periodo di pausa della band, iniziato nel 2015, e a distanza di sette anni dal loro ultimo disco, On Oni Pond. Durante questa pausa il frontman Honus Honusha continuato ad essere attivo artisticamente su molti fronti, senza mai perdere di vista la band e continuando a comporre. L’album ha visto la luce dopo una gestazione di tre anni e mezzo. I brani che lo compongono nascono dal percorso interiore dello stesso Honus Honus ma sono così solari che non si può non provare altro che benessere nell’ascoltarli. Ovviamente il tutto è suonato egregiamente nello stile eclettico e composito che ha reso unica questa band.
(C.L)


AUSTRA – HIRUDIN 
(art pop)

Il quarto album di Austra decreta definitamente il salto di maturità di questa artista. Un percorso intimo verso la (sua) personale rivincita nei confronti della vita. Un lungo flusso di coscienza e di autoanalisi che racconta di sconfitte, relazioni tossiche e insicurezza. Supportato in fase di produzione da Stelmanis e da due coproduttori, è il lavoro più interessante di questa musicista canadese. Produce Domino Records, una garanzia. Unica nota stonata: i due interludi che compaiono ci sembrano letteralmente “gettati” a caso.
(G.A)

Numeri precedenti: 

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