In Interviste

“Le canzoni che abbiamo iniziato a scrivere per ‘Nude Casino’ hanno concetti più profondi al loro interno, e sembrano anche più sagge”. A tu per tu con gli Iguana Death Cult

Gli Iguana Death Cult sono una giovane band garage-rock di Rotterdam. Formata da alcuni amici provenienti da una piccola città olandese chiamata Willemstad, i quattro ragazzi hanno pubblicato il loro primo album nel 2017 in maniera autonoma e ciò ha permesso loro di partecipare al SXSW di Austin a marzo, dove sono stati notati, durante uno dei loro energici live-show, dall’etichetta californiana Innovative Leisure (Allah-Las, Crystal Antlers, The Molochs, Mint Field), che li ha messi sotto contratto. A ottobre è arrivato anche Nude Casino, il loro gustoso secondo LP, che li ha spinti ad aprire maggiormente i loro orizzonti verso nuove sonorità. Noi di Infinite-Jest.it li abbiamo contattati per farci raccontare del nuovo LP e di tanto altro.

Ciao, come state? Per prima cosa potete introdurre la vostra band ai nostri lettori? Quando avete iniziato a suonare insieme? Da dove proviene il vostro nome?
Ciao a tutti, grazie per l’intervista! Siamo gli Iguana Death Club da Rotterdam, in Olanda. Siamo cresciuti insieme nello stesso piccolo villaggio (vicino a Rotterdam), perciò ci conosciamo da sempre grazie alla scuola. A causa di alcune differenze di età non eravamo molto amici quando eravamo bambini ma, mentre frequentavamo la high school, abbiamo scoperto di avere un interesse comune nel creare musica. Arjen, Jeroen e Tobias hanno iniziato a suonare nel garage dei genitori di Arjen e, più avanti, in un vecchio bunker. Senza aver mai suonato il basso in vita sua, il bassista Justin si è unito alla band poco dopo. Il nostro primo concerto è stato tre mesi dopo che Justin era entrato nella band, e da allora non abbiamo mai smesso. Iguana Death Cult non ha un vero significato. All’epoca ci sembrava che suonasse bene.

Ho letto che la vostra collaborazione con la Innovative Leisure è iniziata quando vi hanno visto suonare al SXSW ad Austin: come vi trovate a lavorare con questa ottima indie-label?
Ci troviamo bene con loro. Sono ragazzi piuttosto tranquilli, e la nostra collaborazione è sempre stata amichevole e rilassata.

Suonerete ancora al SXSW il prossimo anno: che cosa vi aspettate da questo festival? Vi piace o lo trovate troppo caotico?
Lo scorso anno ci siamo divertiti moltissimo, perciò credo che sarà di nuovo fantastico. È abbastanza caotico, ma mi piace. Lo scorso anno abbiamo conosciuto molte persone simpatiche e non vediamo l’ora di tornarci.

Oggi ho letto che verrete a suonare anche in Italia nel corso del 2020: sarà la vostra prima volta nel nostro paese? Siete contenti di venire a suonare qui in Italia?
Davvero? Per me è una novità, ma è una notizia fantastica! Ne sono molto contento. Chi non ama l’Italia?!

Nude Casino è un titolo molto brillante, e mi piace davvero molto: ha un qualche significato particolare? Da dove proviene?
Spesso ci sentiamo nudi, vulnerabili, privati dei nostri obiettivi, in cerca di un significato in questo casino in cui viviamo e in cui dobbiamo costantemente rischiare per vincere, mentre siamo distratti da forme grottesche, luci e rumori.

Secondo la vostra opinione, quali sono stati i maggiori cambiamenti tra Nude Casino e il vostro LP d’esordio, The First Stirrings Of Hideous Insect Life, che avevate pubblicato per vostro conto nel 2017?
Tutto. Il primo album è garage-rock e lo-fi, impregnato di riverberi e fuzz. Non potevamo fare altro, in quel momento. Negli anni successivi, siamo evoluti come musicisti e come songwriter. Le canzoni che abbiamo iniziato a scrivere per Nude Casino hanno concetti più profondi al loro interno, e sembrano anche più sagge. Avevamo un’idea chiara di come volevamo che suonassero le nuove canzoni. Tutto è più vibrante e asciutto, inoltre i vocals non sono sommersi nei delay e nei riverberi.

Nel vostro nuovo LP ci sono parecchie influenze post-punk, ma anche fantastiche melodie garage-rock: quale pensate sia l’etichetta esatta per definirvi ora?
Post-futuristic protofunk.

Siete stati paragonati a band come Devo e The Gun Club: siete d’accordo? Vi piacciono questi gruppi?
Amiamo molto queste due band. Credo che entrambe cerchino di portare una notevole energia mentre suonano dal vivo, nella stessa maniera in cui lo facciamo noi. Mentirei se non dicessi che sono state grandi fonti d’ispirazione per noi. 

Che cosa ci potete dire dei testi di Nude Casino? Da dove avete preso l’ispirazione, mentre li stavate scrivendo? Sono personali? Quali sono i principali temi delle vostre canzoni?
Per quanto riguarda lo stile, ho preso molta ispirazione dai miei scrittori preferiti come Burroughs, Bukowski e Lou Reed. Mi hanno dimostrato un altro modo di approcciare la poesia. I temi di Nude Casino sono soprattutto personali perché, mentre stavo scrivendo l’album, ero in una grande fase di cambiamento. I soggetti passano dal nichilismo alla depressione, ai terrori notturni e alla cura di sé stessi.

Come funziona il processo creativo nella vostra band? È una cosa collaborativa? Di solito cosa arriva prima, la musica o i testi?
Dipende. La maggior parte delle canzoni partono da un’idea di Jerone o Tobias. Puo’ essere solo un riff o una canzone già quasi completa. Di solito uniscono le forze per registrare una demo, e poi ci lavorano insieme a tutta la band.

Il vostro sophomore è stato realizzato sia in vinile che in cassetta: che cosa ne pensate di questi due formati che sono ritornati in maniera piuttosto forte dopo parecchi anni?
Il vinile è sempre stato cool. Credo che per una (rock) band sia il formato migliore su cui realizzare musica. Anche le cassette sono davvero belle, perché molte persone non amano i CD. Sono poco costose da produrre, e le prime canzoni che avevamo pubblicato erano proprio in cassetta, perciò abbiamo un debole per loro.

Avete qualche nuovo artista interessante da suggerire ai nostri lettori?
Sì, provate ad ascoltare il nuovo singolo dei Torii, Heat Lightning: è fantastico!

 

Antonio Paolo Zucchelli

 

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