In Ricorrenze

Il 29 agosto del 1994 gli Oasis salgono sul tetto del mondo

La maggior parte della gente pensa che ci siano degli Oasis prima e degli Oasis dopo (What’s the story) Morning Glory?. Dissentiamo totalmente, con delle precisazioni. Se parliamo di qualità ed ispirazione, il tracciato ci potrebbe anche stare. Ma se parliamo di sound, mood, attitudine e chimica di band, è ben più preciso dire che la prima fase degli Oasis inizi e finisca con Definitely Maybe, probabilmente miglior disco d’esordio rock di tutti i tempi in UK. Gli Oasis di Definitely Maybe sono una band a parte. Ascoltando separatamente il primo ed il secondo album della band mancuniana, sembra che le uscite siano distanti almeno un decennio. Definitely Maybe è un disco grezzo, furioso, approssimativo ma miracolosamente efficace in ogni singolo passaggio.

Non abbiamo paura ad affermare che sia un disco più post punk di quanto si creda, più acid (House) di quanto si creda e ancor di più clamorosamente distaccato dalla più canonica tradizione pop rock britannica di quanto si dica in giro includendolo frettolosamente nelle monografie.

Gli Oasis devono tutto a Noel Gallagher, ma va sottolineato quanto Definitely Maybe sia forse il più democratico dei dischi degli Oasis. Noel ha portato le canzoni all’interno di una band già discretamente rodata a cui, appunto, mancava un autore. Ma poi le canzoni sono state, fortunatamente, realizzate in buona parte con quella attitudine selvaggia e anarchica che aveva caratterizzato la breve ed alquanto anonima carriera della band prima dell’ingresso di Noel: batteria ossessiva a due tempi, fuzz di chitarra incollati alla meglio e poi la voce giovanile e sguaiata di Liam Gallagher che mai più avrebbe cantato così.

I dischi successivi hanno avuto una genesi più lineare ed un approccio in fase di scrittura assai preciso (e furbo) nelle mani d’oro di Noel. Ma Definitely Maybe ha l’inestimabile valore del reperto storico in grado di catturare i primi autentici vagiti di una band essenziale e controversa, la cui dipendenza artistica dal suo insostituibile autore ha portato a toccare con mano tanti orizzonti inimmaginabili ma anche diversi limiti. A rivederlo e riascoltarlo oggi, dopo 25 anni, il disco continua ad essere misterioso e sospeso nel tempo. Noi continuiamo a nutrire nei suoi confronti più affetto e nostalgia rispetto a tutti gli altri, probabilmente indotti dal rispetto per quella primissima formazione composta da McCarroll, Guigsy, Bonehead e dai due Gallagher che non avrebbe più avuto una seconda possibilità, nonostante quei risultati che ad oggi non sono stati ancora eguagliati. 

Carmine Speranza 

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