In Recensioni - Album della settimana

Foals – ‘Everything Not Saved Will Be Lost’ pt.1 + pt.2


Genere: Hard Rock – Dance Rock – Prog Rock 
Etichetta: Warner
Release: 8 marzo – 18 ottobre 


I Foals si muovono piuttosto contratti e ovattati lungo le tracce della pt.2 della loro opera più ambiziosa, Everything Not Saved Will Be LostMentre la pt.1, uscita lo scorso marzo, mostrava una band sciolta, audace e con chiare idee da mettere nero su bianco (buone o meno buone che fossero) questo epilogo non solo non apporta granché di nuovo a quello che potremmo  rintracciare in una playlist dei lavori precedenti, ma registra segnali di passi indietro. La più evidente involuzione è di carattere produttivo e la seconda è a livello di personalità. La prima si palesa in una discutibile gestione del missaggio e dei volumi, con chitarre, synth e cori che per buona parte dei pezzi coprono la ritmica e fanno perdere alla band la peculiarità di vera e propria corazzata, restituendo una straniante sensazione di arrangiamenti raffazzonati. A livello di personalità manca l’impatto sfacciato e a petto in fuori che ha caratterizzato i brani più audaci del repertorio, ma anche quelli più originali della pt.1, come ad esempio On The Luna, Sunday e quella che a parere di scrive è la migliore di tutto questo doppio LP I’m Done With The World (& It’s Done With Me).

Come se la band fosse cosciente della non eccezionalità del materiale e non abbia affondato il colpo perché non convinta, accontentandosi di licenziare una pt.2 che è più uno sbiadito compendio della loro discografia che non un definitivo coronamento. Gli ultimi 3 pezzi in scaletta, suonano davvero piacevoli, ma ripetono canovacci che non risulteranno nuovi a chi bazzica abitualmente da queste parti. Nel complesso, Everything Not Saved Will Be Lost è un’opera con ottimi guizzi nella prima parte ma che perde l’epicità così faticosamente conquistata in una pt.2 che in troppi momenti appare piatta, seppur non priva di classe ed empatia. Le tematiche affrontate sono piuttosto generiche (non è appropriato parlare di concept) e musicalmente i due dischi non hanno un filo conduttore che non sia quello di un continuo e progressivo smussamento degli angoli nella messa a punto di una formula che si allontana discretamente ma in maniera sempre più decisa dal rock per approdare alle molteplici contaminazioni del pop. Parlando in termini pratici, questo doppio LP non si fa preferire agli ultimi due lavori (con i quali, pesando pregi e difetti, è forse alla pari) mentre sia dal punto della atmosfera che della riuscita dei singoli momenti è ben lontano dal risultare il miglior album dei Foals, titolo ancora ampiamente meritato da Total Life Forever

A.B

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