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‘Faith’, una disperata e oscura messa celebrata dai Cure il 14 aprile del ’81

01:07:30  – 14/04/2020

Trentasei minuti scanditi da oscuri battiti

Dallo sfondo bianco si vede un’abbazia sfocata. L’immagine che i Cure nel 1981 decisero di scegliere come copertina di Faith si sposa perfettamente con le tracce del disco. Un disco che è l’erede musicale di Seventeen Seconds e non fa nulla per nascondere la propria natura, gotica, cupa e a tratti angosciante. Un album che è il secondo del trittico più dark della storia della band di Smith. Faith è il cammino che dura trentasei lunghi minuti scanditi dai battiti lenti della batteria e dai suoni del basso così profondi che sembrano voler scavare direttamente nelle disperate liriche di Smith. Un cammino che conduce al ben più violento e freddo seguito, Pornography.

Manifesto gotico

Il disco, che all’epoca venne frettolosamente liquidato come un proseguo inutile delle sonorità dei Joy Division e che oggi è stato rivalutato dalla critica, continua ad essere fra i più amati dai nostalgici ad oltranza dell’epoca dark.

L’opera si distingue dai precedenti per alcuni particolari nelle sonorità, tipo il ruolo che riserva alla chitarra di Smith, che va quasi in secondo piano per lasciare spazio ad una batteria cadenzata e all’ossessiva profondità del basso di Gallup. Musica e testi ballano a braccetto in un’atmosfera dolorosa, sofferente, lasciando poco spazio alla speranza. The Holy Hour è una preghiera rivolta a nessuno e senza pretesa di una speranza, che si riduce ad uno sfogo contro l’impotenza della condizione del protagonista. Su All the Cats are Grey le interpretazioni sono state varie nel corso degli anni, qualcuno ha ipotizzato un riferimento alla politica, qualcuno alla depressione. Il testo descrive un sogno in cui Smith è circondato da fantasmi e oscure visioni fra cui quella dei gatti grigi del titolo. Funeral Party arriva a spezzare l’atmosfera musicale con una nenia che suona quasi dolce e rassicurante in confronto alle tracce precedenti.

Conclusioni 

Faith dà il titolo al disco e lo chiude, quella del testo risuona come una richiesta d’aiuto disperata e a tratti violenta. Faith è un disco che richiede un approccio e uno stato d’animo ideale per essere apprezzato, un disco che si offre a diverse interpretazioni, un disco dei Cure.

 

Vito Ricco 

 

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