In Interviste

“Dream Pop è un termine vago e grossolano. Non può definire una band”. A tu per tu con gli Still Corners

 

Gli Still Cornes nascono a Londra. Firmano un contratto importante nel 2011 con la storica etichetta Sub Pop di Seattle e, nello stesso anno, debuttano con Creautures of an Hours. La band ha realizzato quattro dischi in carriera e l’ultimo è Slow Air del 2018. Abbiamo chiacchierato con Tessa Murray e Greg Hughes in attesa del tour in Italia che porterà il gruppo esibirsi il 12 maggio a Pisa, il 13 a Roma, il 14 a Bologna e, infine, mercoledì 15 a Milano.

 

Ciao, ragazzi, benvenuti su Infinite Jest! Partiamo dall’inizio: come mai avete scelto questo nome? Sono trascorsi 9 anni dal vostro debutto e il vostro sound è diventato più rifinito e omogeneo. I critici descrivono il vostro sound “Dream Pop”, paragonandovi ai Beach House. Pensate che esista una scena Dream Pop o che sia mai esistita?

GREG: Stavamo cercando un nome ed eravamo indecisi tra molti, forse 50? Leggevo molto Robert Frost, all’epoca. Mentre stavo leggendo la poesia “New Hampshire” mi sono imbattuto nella frase “Still Corners” e mi è rimasta impressa per qualche motivo, sembrava adatta a quello che stavamo facendo, quindi l’abbiamo scelta. / Le etichette come “Dream Pop” sono termini generici di cui ci serviamo per poter parlare di musica. Quindi sì, esiste, ma è un termine vago e non può definire una band o un artista in modo esauriente, è “grossolano”. Alcuni artisti condividono delle somiglianze quindi spetta alla persona stessa decidere, ma personalmente non mi interessa né mi infastidisce, ad ogni modo. Io non penso in termini di generi, ascolto la musica e basta. Che genere è Bob Dylan? Ha importanza? Per niente.

Cosa ha rappresentato per voi lavorare con un’etichetta discografica così importante come la Sub Pop? Negli anni ’90, questa etichetta era principalmente incentrata sul grunge, ma oggi le tendenze e i gusti degli ascoltatori sono cambiati.

TESSA:  È stato grandioso, ed essere stati ingaggiati da un’etichetta del genere è un onore e sicuramente ci ha aiutato a farci alzare di livello. Inizialmente l’etichetta si incentrava sul grunge perché era un genere importante, ma i tempi sono cambiati perciò si sono adattati. Abbiamo avuto un buon rapporto con loro.

 Che musica ascoltano gli Still Corners? Che band o artista vi ha influenzato maggiormente?

GREG: Ultimamente – dall’anno scorso circa – non riesco ad ascoltare nulla dopo il 1985, non ho idea del perché. Credo riguardi la produzione. Sento troppi suoni nelle registrazioni moderne, ci sono suoni dappertutto. Molte band lavorano  con famosi strumenti digitali e va bene, ma il suono di quella persona finisce con il sovrastare tutto il resto. I valori di produzione sono cambiati: quando ascolto Avalon di Roxy Music (che è stato mixato da Bob Clearmountain) sento solo la band, non sento lui, e adoro questa cosa. Beh, ascoltiamo molti pezzi classici: Beatles, Bob Dylan, jazz. Forse i Beatles ci hanno influenzato maggiormente.

TESSA: Voglio solo aggiungere che ci piace molto il nuovo album di Nils Frahm: molto ben fatto e piacevole da ascoltare.

Se potessimo riassumere la vostra musica con una sola parola, ci verrebbe spontaneo dire che è “sensuale”. La sensualità della voce di Tessa si sposa perfettamente con la texture musicale di Greg e il tutto ricorda un film di David Lynch. Cosa ne pensate di questo paragone?

TESSA:  È una descrizione perfetta, è esattamente quello che vogliamo trasmettere.

Slow Air è il vostro quarto album in studio ed è molto più maturo e complesso di Creatures of an Hour. In quali circostanze l’avete prodotto?

GREG: Abbiamo impiegato secoli a scrivere Dead Blue, è stato lungo, laborioso e terribile, quindi abbiamo deciso di fare l’opposto, accelerare le cose senza rimuginare troppo. Anche con il missaggio e la registrazione ci siamo velocizzati, abbiamo mantenuto tutti gli errori, preso decisioni rapide, ecc. Come risultato, ci siamo divertiti molto di più e Slow Air è il nostro miglior album fino ad oggi.

 In Italia avete un largo seguito, cosa ci dite del nostro paese? 

GREG:  L’Italia è un luogo speciale per noi. Ovviamente, è molto bella. L’Italia ha insegnato al mondo come mangiare: il cibo è incredibile, come spesso viene detto. Abbiamo sempre trascorso dei bei momenti con i fan. Insomma, siamo onorati di tornare e non vediamo l’ora di suonare.

È stato un piacere conoscervi, ragazzi! Vi aspettiamo a Milano.

TESSA & GREG:Perfetto, grazie a voi! A presto.

 

S.D

 

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