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Cabaret Voltaire – ‘Shadow of Fear’

Shadow of Fear è il quindicesimo album in studio dei Cabaret Voltaire, pubblicato il 20 novembre 2020 da Mute Records.

11:35:26  – 24/11/2020


 

 

Etichetta: Mute Records
Genere: industrial, proto-acid house, electro
Release: 20 novembre

Il Covid-19 ha cambiato (forse per sempre) le vite degli abitanti di questo pianeta. Incertezze, distopie, vite stravolte e terrore, gli elementi che difficilmente cancelleremo dalle nostre menti. In questo clima i Cabaret Voltaire confezionano il loro quindicesimo album in carriera che sembra quasi diventare il manifesto sonoro di questa realtà. Disegnare un futuro da incubo è una passione cui gli scrittori e i musicisti si sono concentrati elaborando le nostre paure più profonde, dando vita a scenari apocalittici e società del terrore nate dopo un qualsiasi cataclisma globale, non solo nucleare. Il caso dei Cabaret Voltaire è emblematico. A 30 anni dalla fuoriuscita dalla band di Stephen Mallinder l’unico storico condottiero della band è Richard H Kirk, ultimo membro originale rimasto a sperimentare con la creatura Cabaret Voltaire. 

Questo non vuol dire che la qualità di questo lavoro abbia subito un calo, anzi, questo quindicesimo album è probabilmente uno dei migliori lavori di una carriera. I Cabaret Voltaire di Shadow of Fear ritornano in maniera prepotente alla magnificenza della proto-acid house dei primi ’80 e questo lavoro è tra i più completi di un’intera discografia con il suo perfetto dosaggio di suoni elettronici, dub e un atteggiamento punk in atmosfere oscure. 

I Cabaret Voltaire e il futuro deformante

Il brano di apertura “Be Free” è atmosferico e cinematografico, sorretto da campionatori vocali distorti e loop di sapori urbani distopici, mentre “Night of the Jackal” è l’ipnosi in suono. Il diamante oscuro del disco è la “Cronenberghiana” “Universal Energy”, ipnotica cavalcata di 11 minuti capace di scavare nel profondo delle anime per cercarne le sottili manipolazioni tra uomo e macchina. Non da meno il funk allucinatorio  di “What’s Goin’ On” che chiude il cerchio del viaggio ultraterreno. 

Shadow of Fear piace perchè ha una trama lineare in un territorio distopico facilmente collocabile nell’attualità, come anche nel futuro più remoto. Puoi ascoltarlo in cuffia, in un club o in strada mentre incroci maschere e non uomini. I Cabaret Voltaire propongono la realtà, in tutta la sua natura. Shadow of Fear è la colonna sonora di una veloce discesa negli inferi e offre una piattaforma di atterraggio per gli psiconauti che tornano da viaggi in dimensioni parallele. Un elisir spirituale che espande la mente e che va pari passo con la distopia dei giorni nostri. In questo contesto l’utopia non produce elementi per la serenità e il benessere. Immaginare il futuro non può che realizzarsi sotto forma di una lunga deformazione sonora altamente distopica.

G.A

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