24/06/2024
Si è svolto ieri sera il concerto dei Big Thief al Locomotiv Club di Bologna. --

photo: Francesca Sara Cauli

14:02:15  – 23/02/2020

Lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna di vedere i Big Thief due volte nel giro di pochi giorni, prima al Best Kept Secret di Tilburg in Olanda e poi sulla spiaggia dell’Hana-Bi a Marina Di Ravenna per il Beaches Brew Festival, ma questa volta li incontriamo di nuovo molto volentieri nella loro prima data indoor nel nostro paese al Locomotiv Club di Bologna.

Entrambe i loro concerti italiani – oggi qui nel capoluogo emiliano e domani quello previsto al Circolo Magnolia di Segrate (MI) ma rinviato (qui il nostro articolo) – sono sold-out già da un po’ di tempo e l’eccitazione per il ritorno della band di Brooklyn qui da noi è decisamente a livelli elevati. 

Adrianne Lenker e compagni, dopo due anni di relativo silenzio, nel corso del 2019 hanno realizzato, via 4AD, ben due album, U.F.O.F. a maggio e Two Hands a ottobre, ottenendo in giro per il mondo ottimi riscontri sia dalla critica che dai fan, e, vedendo nelle loro recenti setlist la presenza di tre o quattro brani inediti, ci viene da pensare che qualcosa di nuovo possa bollire nella magica pentola dei ragazzi di NYC.

Dopo l’esibizione dei Pays P, pochi attimi dopo le nove e mezza, ecco salire sul palco della venue di via Serlio i Big Thief: a dare il via ai giochi è Masterpiece, la title-track del loro primo album uscito nel 2016 per Saddle Creek. Chitarre pulite e potenti segnano il confine tra l’indie-rock e il country-folk del gruppo di Brooklyn, mentre la sempre emozionante voce della Lenker scrive ottime melodie dai colori puri e intensi.

Parlando di passione non possiamo non amare la recentissima Forgotten Eyes, un folk-rock leggero in cui la tenerezza la fa da padrona; allo stesso modo From, pezzo estratto dalla discografia solista di Adrianne, dove la musicista nativa di Indianapolis, sfrutta alla perfezione le sue doti vocali, cambiando senza particolare fatica le sue tonalità, ci regala momenti di totale dolcezza, mentre cresce pian piano e tocca sempre più i cuori dei tantissimi presenti che stasera riempiono la sala del Locomotiv Club.

Segue una serie di nuove canzoni e, tra queste, ci fa piacere citare Two Rivers, incredibilmente leggera e dai toni country, in cui il falsetto della Lenker ci dà tante nuove emozioni, senza dimenticare il sempre eccellente drumming del barbuto James Krivchenia.

Real Love inizialmente ci trasporta prima in un mondo di totale dolcezza, ma poi lascia spazio a ottimi virtuosismi chitarristici della frontwoman, che ci sorprende con le sue doti strumentali.

Il singolo Cattails chiude infine la serata in modo morbido e con la chitarra acustica, trasportandoci su territori folk davvero piacevoli e toccanti.

Passano più di cinque minuti, le luci della sala si sono già accese, ma le urla del pubblico emiliano convincono la Lenker a tornare sul palco, questa volta da sola, per eseguire Orange in versione acustica.

La serata è finita, per questa oretta abbondante siamo riusciti a dimenticare il maledetto coronavirus, i nostri dolori e le nostre paure e ci siamo lasciati abbracciare dalla musica di questi quattro ragazzi statunitensi, che, come solo loro sanno fare, hanno aperto i loro cuori per mandarci il loro affetto attraverso le loro canzoni e l’operazione è perfettamente riuscita: una serata dalle grandi emozioni che non dimenticheremo per lungo tempo.

Antonio Paolo Zucchelli 

 

Questa la scaletta:

Masterpiece
Shoulders
Forgotten Eyes
Shark Smile
Parallels
Time Escaping 
Two Rivers 
Zombie 
Rock and Sing
Real Love
Not
Contact
Paul
Cattails

Orange [Adrianne Lenker Acoustic Solo]

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