24/06/2024
'The Night Chancers' è il sesto album in studio di Baxter Dury. Il disco è prodotto dalla Heavenly Records.

 

 

Etichetta: Heavenly Records
Genere: Alternative Pop, Songwriting
Release: 20 marzo

18:35:45  – 23/04/2020

Chi è Baxter Dury

Curioso personaggio Baxter: anti-divo dal cognome ingombrante il giusto, ha alle spalle una lunga e onorata carriera (polistrumentista, è l’artefice di tutto ciò che gli è capitato durante il suo cammino). Da noi è un artista perlopiù da scoprire, nonostante con The Night Chancers sia arrivato alla pubblicazione in studio numero sei. Sarà l’accostamento continuo con un gigante come Serge Gainsbourg, ma il buon Baxter sembra avere più successo in Francia che nella sua patria d’origine.

Sicuramente, questo non lo ha mai fermato: sa di avere dalla sua non pochi argomenti vincenti e un carisma da inguaribile figlio di puttana. Molti l’hanno scoperto con il recente singolo dei ben più noti Fat White Family, Tastes Good With The Money, in cui Baxter partecipa anche al devastante video, recitando sostanzialmente la parte di se stesso. Chi ha potuto vedere quel videoclip e si approccia solo ora a Dury, avrà capito che è molto difficile relegare questo badass dell’alt-rock a semplice “comparsa”.

 

Il senso delle immagini 

The Night Chancers è sicuramente il suo album più marcio di tutti, ricco di riferimenti a media e situazioni che, contestualmente, lo collocano in una dimensione in cui tutto  si presta volentieri alla balia dello sguardo esterno. Se concepiamo il cinema, in quanto Settima Arte, come il peccato originale di un voyeur, ecco che riusciamo ad inquadrare l’album di Dury al meglio. Ogni brano di questo disco nasce per risemantizzare lo stesso concetto di “vizio”. Chi è affetto da nyctophilia lo sa perfettamente: quel che di scabroso può accadere di notte è più facile da nascondere. L’eccesso non può che essere ordinaria amministrazione.

Questo lavoro rappresenta l’anello di congiunzione con suo padre Ian nel modo in cui si sporca le mani con uno stile che sarebbe stato congeniale anche al papà. Il senso del lavoro musicale di Baxter sta soprattutto nelle immagini, e nel concetto che esse riescono a evocare (sia nel bene che nel male). I due video promozionali del disco (I’m Not Your Dog e Slumlord, prime due tracce)  hanno la potenza visiva di veri e propri cortometraggi d’autore. In questi si intuisce quanto le parole di Dury siano idealmente legate alla proiezioni di immagini forti.

Nei commenti su YouTube qualcuno ha usato il termine “Dirty Chic” per definire Dury, e ha colto nel segno. Un dandy volgarmente sporco nell’animo, che normalmente sa come affabulare con note dolci.  In questo questo episodio è perennemente notte: la missione è quella scordare a casa ogni genere di limitazione, a costo di diventare volontariamente parodia di se stesso. Per questo lo osserviamo gravemente ferito su una spiaggia nel video di I’m Not Your Dog, come il protagonista devastato di un film Noir, o lo scorgiamo di spalle, intento a pisciare, nell’incipit del video di Slumlord (prima di lasciarsi andare a movenze che richiamano, anche per la presenza delle coriste sciatte e sporche, i movimenti di un pappone).

Aulico e prosatico 

Il massiccio suono di sintetizzatori in I’m Not Your Dog, brano che apre The Night Chancers, fa capire all’ascoltatore, fin da subito, tutti gli intenti che Baxter Dury porterà avanti in questo lavoro. L’ascoltatore è subito preso d’assalto con queste sonorità. A metà tra i Chromatics sentiti nel film Drive e il puntuale sproloquio di un chansonnier che sembra la metà oscura di Serge Gainsbourg.

Avaro di parole e descrizioni Dury, si nasconde dietro le sue muse-coriste. Le stesse, che gli reggono il gioco in francese lasciando trapelare poche e aggressive parole nelle orecchie di chi presta ascolto.

Entrando più nel dettaglio, The Night Chancers è un album coeso in cui ogni episodio merita di essere lì dov’è, e qua e là regala delle vette espressive che possono straniare o divertire, a seconda del gusto; come avevamo ampiamente capito si gioca continuamente sul contrasto, e questo accade anche nelle sonorità.

Elementi orchestrali fanno spesso da contraltare a giri di basso e di sinth reiterati che ammaliano. È difficile uscire da questo continuo alternarsi di aulico e prosastico. Grande lo spoken words di matrice coheniana in Samurai, condito dai gemiti femminili di rito, così come il chamber pop che incornicia Carla’s Got a Boyfriend (pezzo liricamente molto ambiguo). Allo stesso modo, ritroviamo elementi fortemente stranianti: tra questi citiamo il cane che abbaia all’inizio del brano eponimo, così come spiazzante è il sax a là Lounge Lizards in Hello I’m Sorry. A chiarire ogni dubbio: è semplicemente superbo il modo in cui si defila in Nothing Say, rompendo del tutto la quarta parete e di fatto salutandoci.

Conclusioni

È un ottimo album The Night Chancers, colmo di ingredienti che fanno di Baxter Dury il cantautore kitsch che mancava terribilmente al panorama musicale contemporaneo, sempre meno variegato, e può fungere da porta per recuperare gli altri cinque album della sua discografia. Il britannico, come Dan Bejar, ha raccolto meno del dovuto. Ma Baxter Dury è uno dei pochi artisti ancora in grado di disegnare immaginari poco consueti. Ottima prova. 

Vincenzo Papeo 

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